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TEX 681: “TABLA SAGRADA”

Tabla Sagrada

 di Lorenzo Barruscotto

 

 

Questa volta non c'è altra scelta.

Questa volta è necessario ricorrere a qualcosa che moralmente fa a pugni con il senso del dovere di un ranger, vale a dire mettere temporaneamente da parte le divergenze con chi si stava inseguendo.

E' sopravvenuto un problema molto più grande da risolvere.

Già... chiamarlo problema non rende l'idea di quali e quanto gravi siano i guai che stanno per precipitare sulla zucca di Tex e Kit Willer, infilatisi come abbiamo visto lo scorso albo, volontariamente in trappola a rischio della vita per mettere la popolazione del paese di Tabla Sagrada, in Texas, al corrente del pericolo che li sovrasta.

Un mezzo esercito di tagliagole provenienti dal Messico e guidati da un capo fanatico ed assetato di sangue, auto-nominatosi “El General”, sta arrivando. Decisissimo ad uccidere i tre Forrester responsabili della morte di suo fratello, il “jefe” di questa masnada è pronto a tutto pur di riuscirci anche a costo di fare piazza pulita di chiunque trovi sulla propria strada, per i propri scopi o per il puro piacere di farlo dettando così le regole della “sua legge”.

Non che i fratelli rapinatori di banche a sud del confine siano degli immacolati cherubini, tutt'altro, ma i bandidos che stanno per piombare sul villaggio come un falco su un passerotto sono anche peggio.

I due Willer si erano infatti messi sulle tracce dei tre fuorilegge per assicurarli alla giustizia, dopo l'assassinio di un loro amico sceriffo da parte di uno di loro: svelto con la pistola ma, e forse anche proprio per questo, incapace di controllarsi, il più giovane del trio risulta simpatico quanto un mal di denti e, come direbbe Carson, “sembra matto come un cavallo”.

Solo il maggiore appare fornito di un qualche accenno di coscienza oltre che in grado di far funzionare le meningi, pur essendosi scelto come vita la pista al di fuori della legalità ed avendo cosparso quella stessa pista di numerose vittime lasciate sul terreno durante le rapine commesse.

Al pari della madre, complice e confidente dei suoi “marmocchi dal grilletto facile”, a cui però non si può fare a meno di riconoscere una certa dose di fegato.

Tex e Kit hanno anche avuto modo di constatare in prima persona i brutali ed efferati metodi degli uomini del General, riuscendo solo in parte a rallentare la loro inesorabile marcia sul sentiero della vendetta.

Ora è giunto il momento: c'è un assedio da preparare, una cittadina da difendere, uomini, donne e bambini da proteggere.

Con maestria Ruju crea una tensione crescente durante i preparativi per far fronte ai nemici, con dialoghi serrati dove si intersecano flashback esplicativi e cambi di scena per consentire al lettore di conoscere ogni punto di vista della vicenda, che sia quello dei Nostri, dei cattivi o dei cattivissimi.

Non mancano un paio di cinematografici tocchi da esperto nei punti giusti.

Tex e suo figlio metteranno in campo tutte le loro abilità con le armi, con le parole e con i pugni.

In quest'albo, come i più attenti lettori hanno già avuto modo di intuire dall'infuocata copertina ad opera dell'insuperabile Villa, anche Kit avrà il suo da fare ma oltre al coraggio potrà contare sulla solida e minacciosa presenza delle bocche da fuoco di una mitragliatrice Gatling.

Chi tra voi desidera maggiore spazio per il figlio di Tex non avrà di che lamentarsi.

(Ma per questo vi rimando, se vorrete dargli un'occhiata, all'articolo che verte proprio sul ruolo del figlio di Tex.)

 

Tex occhi Filippucci

Disegno di Lorenzo Barruscotto tributo a Lucio Filippucci 

 

Inoltre, tornando alla vicenda attuale, Kit vedrà messa a dura prova la sua pazienza a causa di un'invadente ed a tratti irritante presenza dalle idee apparentemente confuse e dal modo di fare cocciuto ma caparbio...

Stavolta comunque non sarà facile salvare la pelle.

Il nemico attaccherà su più fronti. L'aria si farà rovente.

Lo spigoloso stile di Filippucci regala al lettore ampie visuali e primissimi piani, espressioni di soffocante terrore, di diabolico odio o di puro coraggio.

I disegni sono fermi eppure i personaggi sembrano talvolta realmente impegnati in plastiche movenze per schivare una pallottola e rispondere al fuoco.

Non potrete non esclamare “che mi venga un colpo” di fronte alle vedute dall'alto o alle tavole che al solo leggerle vi faranno sentire sulla pelle la polvere della main street e porteranno alle vostre narici il penetrante odore della polvere da sparo che ancora aleggia nell'aria mentre si spegne l'eco dell'ultima fucilata.

Sui volti di Tex e Kit così come su quelli degli altri personaggi leggerete le impressioni e le emozioni quasi foste loro accanto.

Sarete in grado di sostenere il granitico sguardo di Tex che vi scruta e vi chiede di fare la cosa giusta opponendovi a chi vuole causare un massacro?

A volte la violenza è necessaria per fermare altra violenza, insensata, odiosa ed ancora più terribile, perché diretta su persone innocenti.

A Tabla Sagrada dovrete scegliere: fuggire e sperare o restare e sparare.

Tutti i nodi verranno al pettine, soprattutto se il pettine è calibro 45 ed il barbiere si chiama Tex Willer!

 

 

Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju

Disegni: Lucio Filippucci

Copertina: Claudio Villa

Lettering: Luca Corda

114 pagine

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