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Bilbolbul e Romacomis: quella falsa differenza tra festival e fiera

romacomics2012Moleskine #78

La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

Bilbolbul e Romacomis: quella falsa differenza tra festival e fiera

di Giorgio Messina

Riavvolgiamo il nastro, visto che tra la solita cricca si fanno orecchie da mercanti  Uno dei principali interrogativi del fumettomondo è se sia nato prima l’uovo o la gallina. Questo primo fine settimana di marzo 2012, sull’asse Roma-Bologna, l’offerta fieristico/festivaliera propone due opposte risposte a questa domanda.

A Romacomics protendono per l’uovo come risposta possibile e hanno organizzato una tavola rotonda dal titolo “Perché i fumetti si vendono di meno ma gli allievi delle scuole aumentano?”. A Bilbolbul invece pensano che sia nata prima la gallina e allora organizzano un convegno che sembra imperniarsi sul diritto d’autore. Ma a leggere gli ultimi aggiornamenti dei partecipanti e degli interventi in scaletta, il diritto d’autore sembra solo lo spunto per il solito minestrone, la solita paella senza sale, la solita occasione per incontrasi tra i soliti noti. Per capire meglio come si presenta il convegno bolognese, oltre alla presenza di Enzo d’Alò - uno che mise in liquidazione la sua stessa società e mandò per strada i suoi stessi lavoratori pur di andare contro la sua socia dell’epoca - ora viene fuori che a chiudere la giornata in cui si parlerà anche di “professionalità ed etica” ci sarà un intervento dell’esimio accademico Daniele Barbieri.

Ora per chi lo avesse dimenticato, o per chi strumentalmente se lo volesse mettere sotto il tappeto, l’illustre accademico è lo stesso Daniele Barbieri che aveva invocato contro di noi di Fumetto d’Autore la congiura del silenzio per la nostra inchiesta sul Centro Fumetto Andrea Pazienza e le risorse pubbliche a disposizione della struttura cremonese. Cosa ci faccia uno che nega il diritto di cronaca e di informazione a parlare di diritto d’autore rimane un altro mistero buffo della solita compagnia di giro formato fumettomondo.

E la compagnia di giro si sta dando parecchio da fare in questi giorni per pompare il festival bolognese il più possibile per le infinite vie del web. Di Romacomics, invece, non ne parla quasi nessuno, nemmeno Lo Spazio Bianco, mediaprtner ufficiale di Bilbolbul. A volte il difetto dei “colleghi” de Lo Spazio Bianco è proprio questo: vorrebbero essere il think tank del fumettomondo e finiscono per essere invece il birignao della solita compagnia di giro, alla faccia della plularilatà dell'informazione.

Come si spiega questa fascinazione fieristico-festivaliera a geometria variabile che divide Bilbolbul da Romacomics? Forse la differenza tra l’appeal esercitato su alcuni dal salotto buono che è da sempre Bilbolbul, organizzato dall’Associazione Hamelin di Edo Cheregato e tra quello esercitato dalla fiera romana dedicata ai “comics”, organizzata dall’Associazione Kassandra di Paolo Puccini, potrebbe risiedere nel fatto che a Bologna non esiste la parte standistica e commerciale e a supportare ci sono anche le istituzioni locali, mentre a Roma si punta molto sull’aspetto fieristico ed è praticamente tutto frutto dell’iniziativa privata?

In realtà le essenze principali di Bilbolbul e di Romacomics sono due facce della stessa moneta che non avrebbero mai dovuto essere sottoposte a scisma alcuno. Lo aveva capito bene sin da Bordighera, Rinaldo Traini. Il vecchio leone, padre padrone di Comic Art, lo aveva messo ancor più ottimamente in pratica nei ruggenti anni ’90, quelli delle due fiere romane annuali. Gli anni zero invece si sono incanalati purtroppo nella grande mistificazione della differenza semiotica tra fumetto e graphic novel che ha generato anche la falsa differenza tra festival e fiera. Secondo alcuni è auspicabile che il festival sostituisca definitivamente la fiera nella tipologia di manifestazioni possibili. Ovviamente questa elite di fini pensatori, principalmente formata da accademici e salottieri, non si sostenta direttamente con i proventi delle vendite dei libri con le nuvolette, ma si foraggia principalmente nell’indotto generato attorno alla nona arte che è fatto anche di soldi pubblici. A costoro che si vendano sempre meno fumetti poco gliene può importare e così tentano di costruirsi salottini radical chic su misura del proprio vuoto elitarismo, la cui attività principale, con la scusa di parlare dello stato dell’arte, è quella di contarsi e di convincere che in fondo l’autore si può scindere dal libro, così come il festival può essere autonomo dalla fiera. Escono fuori così quelli che potremmo definire “libri d’argilla”, cioè fumetti qualitativamente nella media – se non addirittura inferiori -, con vendite nella media – se non addirittura inferiori anche in questo caso -, ma che la compagnia di giro cerca di spacciare, con un organizzato giro di pacche sulle spalle, come i nuovi capolavori dei maestri del fumetto del terzo millennio. E così ci ritroviamo disegnatori che non sanno tenere in mano una matita - come Giacomo Monti - a rappresentare l’Italia in un consesso internazionale sul palcoscenico di Lucca Comics.

Ora, quelli della vecchia generazione dei vecchi leoni - quelli sempre alla Traini per interderci - avranno avuto probabilmente centomila difetti, ma alcune cose le avevano ben scolpite a caratteri cubitali nelle proprie tavole della legge: il fumetto si chiama fumetto ed è unico indivisibile, gli autori senza i loro libri sono re senza regni e la fiera è fiera del fumetto con tutte le sue componenti, anche quella festivaliera. E questo perché Traini, sempre per continuare con lo stesso esempio, non era solo un pensatore, ma anche – e forse soprattutto - un produttore di fumetti.

Ora, non volendo rimpiangere i tempi in cui si stava meglio quando si stava peggio, ci tocca pensare ad un futuro migliore e forse sarebbe anche ora di rottamare qualcuno di questa nouvelle vague di maître à penser. E l’occasione migliore per iniziare a farlo potrebbe essere la prossima edizione di Fullcomics che si svolgerà a Milano.

Salvatore Primiceri, l’anima di Fullcomics da sempre (nella buona e nella cattiva sorte), sta lavorando al meglio perché a maggio la manifestazione che - da privato e senza sponsor politici - porta avanti da quasi dieci anni, tra mille difficoltà e altrettante mutazioni in corso d’opera, riunisca le due facce della moneta. Allora, Primiceri, professionista serio e avulso da qualsiasi affiliazione, mi permetta un suggerimento: Fullcomics può benissimo fare a meno della solita compagnia di giro. Che ne sanno queste cozze abbarbicate allo scoglio del fumettomondo dei veri problemi del fumetto italiano, se fumetti non ne hanno mai prodotti (e mai ne produrranno) ma si guardano il comicshow made in Italy da proprio elitario salottino radical chic, che pensano essere l’ombellico del fumettomondo, permettendosi anche di spiegare a chi produce fumetto come lo deve fare?

Fullcomics può davvero interrompere questo cortocircuito in cui sono tutti editori con i soldi degli altri, lasciando a casa questi inutili e tristi figuri e riportando l’attenzione sull’unica cosa importante: il fumetto. Perché credere in unico e indivisibile fumetto rimane l’unica prospettiva corretta attraverso cui guardare i problemi e trovare le soluzioni.

Buon Romacomics (o Bilbolbul) a tutti.

Ps: l’attento Andrea Queirolo sul suo Conversazioni sul Fumetto scrive: «Mi stupisco che una manifestazione importante come Bilbolbul non venga menzionata dai principali siti di informazione sul fumetto italiani. Per fare due esempi ne Comicus, ne Mangaforever hanno dedicato una pagina all’evento». Chissà però come mai Conversazioni sul Fumetto e Lo Spazio Bianco non parlano di Romacomics. Forse lo ritengono un evento troppo popolare e popolano per certi palati fini? Ah, saperlo… Noi di Fumetto d’Autore abbiamo informato su Bilbolbul 2012, ma forse per annoverarci tra i migliori siti di informazione, per Queirolo, dovevamo parlare solo bene della manifestazione bolognese e delle iniziative inserite nel suo programma, evitando di vergare le nostre critiche? Ah, sapere anche questo…

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