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Coniglio alla cacciatora? Meglio Canemucco allo spiedo con salsa ipocrita di Ginevra

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La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

Coniglio alla cacciatora? Meglio Canemucco allo spiedo con salsa ipocrita di Ginevra

di Giorgio Messina

Ha ragione Francesco Coniglio che è sempre stato editorialmente un passo avanti ai tempi. Nell’editoria a fumetti l’autore condivide con l’editore il rischio d’impresa. Nel giorno più splendente così come nella notte più profonda. Basterebbe questo per liquidare la querelle Makkox – Coniglio Editore di questi giorni. Ma l’arancia a favore di Francesco Coniglio va sbucciata per bene, spicchio per spicchio, e siccome è una “sanguinella”, tipica arancia rossa di Sicilia da spremitura, rischierà di essere abbastanza aspra e indigesta per Marco Dambrosio, alias Makkox di Latina Scalo. Sgombriamo subito il campo dagli equivoci. Ritengo Makkox un nuovo fenomeno “alla Gipi” per sopravvalutazione autoriale e mi sono a lungo interrogato se ci sia o ci faccia e ho concluso che un po’ c’è e un po’ ci fa e sarà per questo che oggi è diventata una nuova piccola rockstar capricciosa formato fumettomondo e oltre.

Insomma un concorso di colpa personale che si mescola ad un concorso di colpa editoriale. Sì perché come certi fidanzamenti finiscono per concorso di colpa, anche il connubio tra Coniglio Editore e Dambrosio finisce allo stesso modo, e come in tutte le famiglie che si rispettino non mancano di volare gli stracci quando il rapporto è definitivamente compromesso . Ma in questo caso Makkox se li poteva assolutamente evitare gli stracci. Anzi, a dirla tutta fuori dai denti,  Makkox è un furbacchione che finisce pure per mettersi la riconoscenza per Coniglio sotto i piedi pur di raccattare l’applauso del pubblico pagante (e non). È irriconoscente, perché se non ci fosse stato Coniglio Editore non ci sarebbe mai stato un Makkox come adesso lo conosciamo. Furono Francesco Coniglio e Laura Scarpa, nel solco della loro migliore tradizione da talent scout, a scoprire Dambrosio. Quello che è venuto dopo non ci sarebbe mai stato se l’articolo non fosse stato esposto nella premiata gioiellieria da edicola Coniglio. Il resto sono ciance a caccia fuori stagione.

Ma Makkox va capito. Ormai si è fatto la nomina del nuovo della satira che avanza, uno che bastona tutti, ma soprattutto il genio del male di Arcore, perchè infilzando il drago è più facile la via della santificazione. Makkox adesso è cercato dal cinema, è protagonista della resurrezione de Il Male. E quel “Canemucco” fermo al numero 4 - 4 numeri in un anno, invece che 6 uscite mensili come inizialmente previsto e annunciato - cominciava a pesare come un macigno sul radioso futuro dell’uomo fattosi tutto da solo ma con l’aiuto economicamente rilevante di Coniglio. Immagino l’imbarazzo di Makkox ad aprire mail di abbonati al “Canemucco”, che avendo pagato in anticipo per sei numeri, volevano conto e ragione del perché non ci fosse traccia degli ultimi due numeri griffati Dambrosio & friends. Immagino le difficoltà di Makkox a rispondere che no, lui non li aveva nemmeno mai iniziati quei numeri. Sarebbe crollato il mito del novello fustigatore della politica, che ci allieta con una vignetta ogni giorno ma che di portare a termine gli impegni editoriali presi nei tempi stabiliti non ne vuole sapere. Perché Makkox è artista e gli artisti si sa che “artisteggiano” quando c’hanno “cuore” e “gana”, come direbbe il Commissario Moltabano che un furbacchione come il Dambrosio lo sgamava subito. Il resto è noia. E siccome dei Canemucchi mancanti non si poteva dare colpa al genio del male di Arcore, allora meglio un Coniglio allo spiedo. A Coniglio, tutta la mia solidarietà. Pensava fosse amore invece Makkox era un calesse. Il fumettomondo è pieno di ingrati. Che delusione. Ma ormai l’ingratitudine non fa più notizia.

Coniglio ha creduto ciecamente e molto coraggiosamente in una rivista da edicola per i primi due numeri, ognuno stampato in 23000 copie (totale 46000), ne ha venduti del primo 2600, del secondo 2400 copie (totale 5000). Un bagno di sangue in nome dell’astro nascente Makkox. E Makkox davanti a tutto questo investimento che fa? Non consegna in tempo il secondo numero. E poi nemmeno il terzo e il quarto nel frattempo distribuiti solo in fumetteria. Ma il cattivo è sempre il Coniglio. Sarà una favola moderna. Non è mai cattivo l’autore che non è preciso nelle consegne. L’autore non è un metalmeccanico. L’autore è un artista e l’editore è un ammortizzatore sociale, mica un imprenditore. Quindi l’editore deve garantire il posto fisso all’autore al di là di ogni risultato raggiunto. Perché se il Canemucco avesse stravenduto, sarebbe stato merito di tutti, ma siccome è stato un fallimento non è demerito di Makkox che invece di finire per tempo i numeri della rivista e consegnarli se ne andava in giro per l’Italia a firmare autografi nelle fumetterie. È solo demerito di Coniglio. Diciamoci la verità. Coniglio ha azzardato puntando sul Dambrosio ma un editore non deve forse anche azzardare? Mi pare che una colpa che si è sempre imputata alla Bonelli, anche nel giorno della scomparsa di Sergio, fosse che il titolare di SBE fosse allergico all’azzardo e preferisse il mantenimento dello status quo. Il risultato ottenuto dal Canemucco, comunque, significa che Makkox nel tritacarne dell’edicola non vale (ancora) granchè. Poteva finire quindi pari e patta tra Makkox autore e Coniglio Editore. Ognuno si era preso i suoi rischi, era finita come era finita, bastava solo fare un ultimo sforzo comune, chiudere il Canemucco come previsto, cioè sfornare gli ultimi due numeri, e amici come prima.

E gli abbonati? Come li sistemiamo? Come si sistemano tutti gli abbonamenti quando l’oggetto dell’abbonamento esaurisce la sua corsa prima di quanto indicato nell’abbonamento stesso. Il credito residuo si potrà riscattare prendendo altri titoli dal catalogo dell’editore. Alcuni abbonati hanno gridato alla truffa perché Coniglio non ha comunicato che gli ultimi due numeri del Canemucco non sarebbero (forse) mai usciti. Ma nessuno dei lettori si sente truffato da un Makkox che aveva promesso di realizzare una serie mensile di sei numeri e invece ha fatto quattro numeri in un anno e gli ultimi due sembra che non li abbia mai cominciati ma li promette per novembre 2012? La verità come al solito sta nel mezzo del cammin di nostra vita. A proposito, ma Makkox come faceva ad essere in possesso dell’elenco delle mail degli abbonati? Avere usato quel elenco per una sua comunicazione privata non concordata con l’editore non è forse una violazione di privacy degli abbonati? E ancora. Ma se Makkox ha mandato la mail agli abbonati in forma privata poi perché sul forum di Comicus e sul forum del Bar dello Sport degli utenti si sono sentiti in dovere di diffondere pubblicamente il testo della missiva elettronica? Non è forse anche questa una violazione della privacy? Per quanto riguarda invece le mancate comunicazioni di Coniglio sul Canemucco: non è difficile ipotizzare che fosse assente qualsiasi informativa agli abbonati visto che i numeri mancanti della rivista erano persi nel limbo dell'inaffidabilità di Makkox.

Makkox nel suo messaggio privato alla nazione degli abbonati dice che era addirittura lui a pagare gli autori impegnati nel Canemucco, perché da Coniglio Editore non ha visto un cent che sia uno. E come faceva a pagare? A mano? Con bonifico? Ci sono le transazioni dei pagamenti? A chi ha pagato e chi no? Suvvia. Qual è il senso di raccontare queste cose così fumosamente se non quello di raccattare l’applauso del lettore? Magari addirittura quello del lettore che l’abbonamento non l’ha mai sottoscritto o che i libri di Makkox e di Coniglio non li ha mai comprati. Venite siori e siore, tanto è aggratisse battere sulla tastiera che Dambrosio è tanto figo perché denuncia le malefatte di un editore cattivo cattivo, talmente cattivo da investire talmente tanto in Makkox per portarlo in edicola con un magazine fatto a sua immagine e somiglianza. E forse per apparire bravi editori davanti al popolo di internet bisogna continuare quello che è in perdita e che l’autore nemmeno ti consegna per tempo? E così che si deve fare per meritarsi gli applausi di chi non ti compra nemmeno? Mavalà. È Makkox che in tutta questa storia ne esce come uno che ha sprecato malissimo un occasione da edicola per avere un magazine tutto suo. Chissà quando gli ricapiterà. Forse mai.

In tutto questo bailamme, il commento più grottesco è quello del “solito” Michele Ginevra che rende perfettamente l’idea di quanto il rumore di fondo nel fumettomondo sia alimentato anche da chi farebbe meglio a starsi zitto per diversità “genetica”. È assolutamente grottesco che un dipendente comunale come il Ginevra, uno che nella sua vita si è occupato di fumetto praticamente sempre e solo a spese del contribuente, si metta a fare la morale ad un imprenditore che rischia in proprio dicendo di Coniglio che «finanziariamente è un mezzo disastro» e raccontando che prima invita questa estate Francesco Coniglio al ricordo di Andrea Fenti, defunto ex presidente del Centro Fumetto Andrea Pazienza, e poi ammette candidamente di avere «sicuramente sbagliato» a non fare un’azione legale contro lo stesso Coniglio per crediti non riscossi risalenti a dieci anni prima. Sempre l’immancabile Ginevra, conclude il suo contributo fuori luogo con un panegirico di Makkox che «ha in mente concetti chiari: progetti, opere, impegni, scadenze, compensi...». A forza di scrivere che Makkox è quello preciso forse ci crede pure lo stesso Makkox. Ma Marco Dambrosio sa benissimo che non è così.

Al Coniglio alla cacciatora preferisco Canemucco allo spiedo con salsa ipocrita di Ginevra. È il vero sapore ruspante del fumettomondo.

Ps: Laura Scarpa qualche tempo fa commentò così “la congiura del silenzio” promossa da Daniele Barbieri contro di noi di Fumetto d'Autore: «parlerò senz’altro bene di Michele Ginevra, di Daniele Barbieri, di Gianluca Costantini e di altri amici e professionisti che conosco e stimo, ma il più delle volte non li difenderò su pagine di invidiosi, se non sono invidiosi meritevoli di aperta e onesta tenzone». Com’è ironico il destino a volte, vero Laura? Mentre la polemica infuria contro te e Coniglio, Daniele Barbieri si balocca con porte, foto e poesie e di perorare "congiure del silenzio" a vostro favore contro Makkox sembra che non ci pensi proprio. Michele Ginevra spiega invece che nonostante si attovagli con te e Coniglio si rammarica di non avervi denunciato per dei crediti non riscossi dieci anni fa. Gli altri “amici” non sono al momento pervenuti. Forse è l’odore di barca che rischia di affondare a tenerli lontani? Chissà. A difendervi dal Dr. Makkox e da Mr. Dambrosio sembra che ci siano rimaste solo queste “pagine di invidiosi”. Certo che a invidiarvi un Makkox così ce ne vuole proprio. Com’era il vecchio adagio? Ah, sì. “Amici e guardati”. E francamente l’idea della “grande amicizia” formato fumettomondo dove ci si scambia la stima e ci si batte le pacche sulle spalle come simulazione delle coltellate alla schiena future, fa un po’ paura.

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