Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Il dossieraggio segreto di Michele Ginevra contro di noi

michele_ginevraMoleskine #53

La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

Il dossieraggio segreto di Michele Ginevra contro di noi

Dietro la "congiura del silenzio" c'è una newsletter segreta inviata dal coordinatore del Centro Fumetto Andrea Pazienza ad un elenco di addetti ai lavori. L'obiettivo era di "sputtanarci" privatamente, noi invece ne siamo venuti comunque a conoscenza e ne denunciamo i metodi pubblicamente. Contro la “congiura del silenzio”, contro la "Casta della Grande Amicizia", promuoviamo la “campagna della trasparenza”.

di Giorgio Messina

Se là fuori le presunte logge P3 e P4 occupano le pagine dei principali quotidiani nazionali nella cronaca giudiziaria, anche il Fumettomondo ha la sua loggia segreta, che potremo chiamare scherzosamente P5, o anche la "Casta della Grande Amicizia". Sembra che questa si attivi ogni qual volta gli amici del giro o gli amici degli amici sono in difficoltà. E si sa che gli amici hanno sempre ragione anche quando sono trovati con le mani nella marmellata. E il mezzo preferito dalla P5 del Fumettomondo, dalla Casta della Grande Amicizia per operare occultamente è il dossieraggio segreto inviato agli adepti tramite una misteriosa newsletter che gestirebbe Michele Ginevra del Centro Fumetto Andrea Pazienza.

Ma facciamo un passo indietro. Da diverso tempo, in diversi articoli, ci stiamo occupando delle dinamiche istituzionali e politiche che si consumano all’interno del Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona. Nell’ultimo articolo da me vergato mi sono soprattutto soffermato sul fatto che i volontari del Servizio Civile selezionati per il Centro sono molto spesso persone che già collaborano con il Centro stesso, anche da diversi anni addietro. Curioso soprattutto il fatto che il selezionatore dei volontari sia lo stesso coordinatore generale del Centro, ovvero il dipendente comunale Michele Ginevra, che, in barba a qualunque conflitto di interessi, si trova così nel duplice ruolo di certificare prima il volontariato pregresso del candidato presso il Centro e poi di selezionare lo stesso candidato per il SCN da svolgere sempre al Centro. Insomma un papocchio all’italiana maniera. Il tutto prendeva spunto dall’avere scoperto in precedenza che il Centro utilizza i volontari del SCN come standisti alle fiere del fumetto. In tempi in cui sono considerati spreco di denaro pubblico le auto blu, ci è sembrato interessante raccontare come vengono spesi i soldi del contribuente dall’unico esempio italiano di commistione tra politica, istituzioni e fumetto. I dati da me utilizzati per documentare questi accadimenti sono reperibili da chiunque in rete. Quindi chiunque può costatare che non sono state riportate falsità. Ma sembra che a chi si occupi delle dinamiche istituzionali e politiche del Centro mal gliene debba incogliere. Sembra altresì che quando si ficcanasa troppo attorno al Centro Fumetto Andrea Pazienza e ai suoi contributi statali, il diritto di cronaca e di critica venga sospeso.

E così in difesa di presunte calunnie subite da Michele Ginevra e dal Centro  è intervenuto recentemente l’esimio accademico e studioso del fumetto Daniele Barbieri che lancia dal suo blog contro di noi di Fumetto d’Autore la “congiura del silenzio” così: «chi si occupa di fumetti dovrebbe osservare d’ora in poi il silenzio su qualunque cosa scrivano queste persone: niente commenti su di loro, niente link (neanche se siete imbufaliti perché vi stanno calunniando – in particolare in questo caso, perché è di questo che vivono)». Della querelle con Barbieri ne abbiamo parlato in questo articolo e in questo editoriale. Ovviamente l’appello di Barbieri è rimasto in pratica lettera morta. Link, citazioni, discussioni, contatti e iscrizioni, non diminuiti, Anzi sono aumentati. Ma non è la fatwa di Barbieri il nodo della questione. Il punto focale è che nessuno sinora è mai entrato nel vivo dei rilievi da me sollevati nell'articolo dedicato alla gestione dei volontari del SCN presso il Centro, ovvero nessuno ha sinora dimostrato quali sarebbero le presunte calunnie da noi dette sul Centro e sui suoi dipendenti. Nemmeno lo stesso Ginevra ha mai smentito quanto da noi scritto e sul suo blog ha preferito reagire con un bagno di  autoreferenzialità: «mi sento molto gratificato della credibilità che in tanti mi attibuite. La credibilità non è un valore che si compra o che si può imporre con la forza. O ce l'hai o non ce l'hai. Peccato veramente per chi ne è privo». Insomma, il principale protagonista chiamato in causa dai miei articoli ha preferito difendersi e farsi difendere per dogmi di fede e anatemi invece di contestare i dati da me riportati e cercare di dimostrare così le presunte ragioni sue e del Centro. Sulla stessa linea si è mossa anche la Presidentessa del Centro, Valentina Mauri del PDL, limitandosi a dire: «Non è un caso che la nuova amministrazione locale abbia voluto e continui a voler mantenere l'indiscussa eccellenza che il Centro Fumetto “Andrea Pazienza" rappresenta, anche grazie alla figura di un coordinatore le cui qualità morali e intellettuali sono ampiamente comprovate». La mia risposta alla Presidentessa la trovate QUI.

Ma la cosa che più ha destato da subito la mia curiosità rispetto alle reazioni che l’articolo ha suscitato, non è stato tanto il fatto che quelli del Centro Fumetto Andrea Pazienza avessero preferito il silenzio come miglior difesa al mio articolo, ma che fosse sceso in campo a difenderli addirittura l’illustrissimo semiologo Daniele Barbieri. Cosa aveva spinto il professorone a scendere nell'agone con sprezzo del ridicolo, pronto a fare una sonora figura barbina e a giocarsi la sua di credibilità pur di difendere l’amico Ginevra? Poi finalmente ho trovato la soluzione all'arcano mistero. Ho scoperto che Ginevra non si è difeso pubblicamente rispetto a quanto sollevato nell’articolo perché ha inviato una mail riservata ad un imprecisato gruppo di addetti ai lavori del mondo del fumetto (tra cui evidentemente c’era anche Barbieri), dove avrebbe spiegato, senza contraddittorio alcuno, le sue ragioni rispetto al mio articolo. Ma Ginevra non è nuovo a questo tipo di iniziative. Già diversi mesi fa - in relazione ad un altro articolo da noi pubblicato sul Centro dove raccontavamo che avevamo trovato il suo nome in un progetto del Servizio Civile accanto ad una cifra - ci aveva informato (conserviamo ancora le mail) che era sua intenzione inviare una mail alla sua newsletter “segreta“ per “sputtanarci” davanti agli addetti ai lavori del mondo del fumetto. Una newsletter che da quello che avevamo potuto capire, era sta creata appositamente per questo tipo di carteggio. Per la cronaca la risposta ufficiale che ci diede Ginevra per quell'altro articolo scritto sul Centro (insieme alla nostra controrisposta) si trova QUI.

Sembra che nella mail che il Ginevra avrebbe fatto circolare nell’attuale circostanza, oltre alla raccomandazione a non inoltrare il contenuto della mail vista la sua riservatezza, vengano indicati dei giudizi su di noi e sul nostro operato giornalistico a cui ovviamente non potevamo e non possiamo rispondere tuttora in alcun modo. Insomma Ginevra ha imbastito un processo kafkiano contro di noi, cercando "l'assoluzione diretta" da un oligarchia di contatti del mondo del fumetto. Ma chi fa parte di questa newsletter segreta creata da Ginevra? E in base a che cosa è stato selezionato da Ginevra per farne parte? E cosa vuole ottenere Ginevra informando i membri di questa newsletter segreta?

Visto che oggetto del suo segreto dossieraggio è un mio articolo e la mia modesta persona, sono certo che Ginevra, vista le sue qualità morali e intellettuali ampiamente comprovate e certificate, non se ne avrà a male se gli faccio notare che questi sono metodi che non solo hanno generato le massonerie, non solo hanno generato l’antisemitismo (cosa che secondo Barbieri invece sarebbe peculiarità dei nostri di metodi), ma in tempi recenti hanno generato anche le mafie. Se il Ginevra ha davvero la credibilità che vanta, perché ha deciso di rispondere al nostro articolo pubblico sul Centro e sulla gestione dei volontari ad esso assegnati del SCN con un giro di mail private ad un imprecisato gruppo di addetti ai lavori del mondo del fumetto? Visto che si parla di contributi statali, Ginevra ha forse qualcosa da nascondere pubblicamente in proposito, tanto da ricorrere a difese occulte senza contraddittorio inviate ad un'oligarchia di addetti ai lavori del mondo del fumetto? Abbiamo forse sollevato delle questioni relative al Centro che lo mettono in difficoltà con l’establishment del fumettomondo? Ci sono dei poteri occulti o delle precise figure del mondo del fumetto a cui Ginevra deve forse rendere conto segretamente per il proprio operato al Centro? Lungi da noi essere complottisti a qualunque costo, ma se Ginevra manda in giro una mail segreta su di noi per difendersi da un nostro articolo (che è pubblico), la cosa puzza di complotto e non poco. E il solo fine di “sputtanarci” non regge come scusa, perché come può notare Ginevra stesso, accade che nonostante si sia raccomandato della riservatezza del dossieraggio, qualcuno che fa il voltagabbana lo si trova sempre e così dopo avere ricevuto la mail che doveva rimanere segreta in un preciso ambito, ce lo è venuto anche a raccontare. Beninteso, sulla base di quanto ci è stato riferito da queste "gole profonde" membri di questa newsletter, sono sorte delle ipotesi e delle domande che crediamo ampiamente legittime e condivisibili.

Inoltre da quello che apprendo sempre da queste mie fonti, sembra che non solo noi siamo oggetto di dossieraggi segreti via mail. Ma che sia una vera e propria prassi abbastanza diffusa quella della newsletter segreta contenente dossier su qualcuno e di cui sono stati oggetto anche altri addetti ai lavori, oltre noi, che forse non si sono, per così dire, “allineati” a determinati voleri della Casta della Grande Amicizia. Dossieraggi segreti e omertà in fondo non si negano a nessuno se non fanno parte della Casta della Grande Amicizia. Ma attenzione, cari amici, oggi si potrebbe essere in lista per ricevere i dossieraggi segreti, domani si potrebbe invece diventare oggetto del dossieraggio stesso.

Se Barbieri ha promosso la “congiura del silenzio”, noi invece vogliamo promuoere con fermezza la “campagna della trasparenza”. Il mondo del fumetto non ha bisogno di loschi faccendier e di dossieraggi segretii. Se qualcuno vi manda via mail un dossier segreto contro qualcun altro, rompete l'omertà che vi viene richiesta e contattateci immediatamente, grazie al diritto di cronaca e di critica sancito dalla nostra Costituzione, la pubblicheremo e daremo la possibilità a chi viene accusato di qualcosa in oscuri carteggi segreti di difendersi pubblicamente alla luce del sole e romperemo insieme questa catena di omertà e infamità.

Ps: Ovviamente Fumetto d'autore è sempre a disposizione, come tutte le testate giornalistiche serie, a lettere di repllica, precisazione o smentita da parte dei diretti interessati, che riceveremo e pubblicheremo con piacere. E con altrettanto piacere risponderemo.

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