Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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La Presidentessa c’è o ci cfapaz?

cfapazMoleskine #50 bis

Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

La Presidentessa c’è o ci cfapaz?

Come era prevedibile l’ultimo moleskine dedicato alle dinamiche di selezione dei volontari del Servizio Civile presso il Centro Fumetto Andrea Pazienza ha creato delle reazioni nel fumettomondo al limite del surreale. Si ripete di blog in blog il ritornello che avremmo calunniato il Centro ma nessuno, nemmeno i diretti interessati, spiegano dettagliatamente quali sarebbero queste calunnie contestandoci i dati riportarti o smentendo le loro stesse parole. La difesa è d’ufficio, il dogma è di fede. Ci siamo abituati a queste reazioni scomposte davanti a dati, date, documenti e curricula inoppugnabili. Succede ogni volta che ci occupiamo del Centro. Il mio ultimo articolo sul Centro secondo i soliti poveretti si spiegherebbe con invidia e accanimento. Ma la reazione maggiormente degna di nota è quella della Presidentessa del Centro, Valentina Mauri (sì, esiste veramente). Di seguito riporto l’intervento della presidentessa e la mia risposta. Purtroppo sono costretto a farlo qui, perché Ginevra, che rivendica la sua credibilità come valore assoluto che egli possiede e gli altri no, censura i miei interventi sul suo blog.

«Fama di loro il mondo esser non lassa; / misericordia e giustizia li sdegna: / non ragioniam di lor, ma guarda e passa» Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inf. III, vv. 49-51

Colgo l'occasione per ribadire la mia assoluta fierezza nell'essere presidente del Cfapaz, una struttura che da oltre vent'anni promuove con competenza, passione e successo il linguaggio del fumetto: e come ogni successo dipende dalla squadra delle persone che lo persegue, cosa che vale tanto per le associazioni, quanto per le aziende quanto per le campagne elettorali. Non è un caso che la nuova amministrazione locale abbia voluto e continui a voler mantenere l'indiscussa eccellenza che il Centro Fumetto “Andrea Pazienza" rappresenta, anche grazie alla figura di un coordinatore le cui qualità morali e intellettuali sono ampiamente comprovate.
Un suggerimento per chi volesse approfondire le questioni emerse in questo dibattito: oltre al bando per il servizio civile, leggete anche lo Statuto del Centro, scaricabile dal sito. E nel caso foste persone con la bava della bieca ambizione alla bocca, sono certa che non varcherete la soglia del Cfapaz.

Egregia Presidentessa, ma lei c’è o ci cfapaz? Proviamo a capirlo e a capirci. Innanzitutto mi fa piacere che lei esista e che non sia solo una proiezione olografica al femminile di Ginevra. Ricorderà che le ho richiesto nei mesi scorsi per due volte un’intervista per approfondire alcune dinamiche del Centro da lei presieduto, ma in ambedue non ho ricevuto nemmeno un “no grazie”, ma solo silenzio. Sarà anche fiera di essere la Presidentessa ma lo statuto che invita a leggere dimostra di non conoscerlo bene a fondo. Infatti il Centro Fumetto “Andrea Pazienza” che lei presiede non ha venti anni, ma di anni ne ha compiuti dieci proprio in questi giorni (a proposito, auguri) visto che come si evince dallo statuto è stato costituito il 20 luglio 2001 e che legalmente non ha nulla a che vedere con la precedente incarnazione del Centro.

Le faccio i miei complimenti per il suo spirito di squadra ma le vorrei ricordare che lei le elezioni a Cremona le ha perse e il cadreghino al Centro Fumetto è il contentino che il suo partito, il PDL, le ha dato come premio di consolazione con l’aggravante che come si evince dal suo curriculum, lei di fumetto non sa praticamente nulla, a testimoniare ulteriormente la natura politica del suo incarico. E non stupisce che lei le elezioni le abbia perse se ha curato la sua immagine e la sua comunicazione con gli stessi metodi con cui ha gestito questa suo intervento come risposta al mio articolo. Scusi, Presidentessa, ma rispondere sul blog di un dipendente tirato in ballo in un articolo di una testata come la nostra è da dilettanti della comunicazione non da persone che si sentono superiori. E in questa ottica la sua citazione dantesca è roba da media scolarizzazione e francamente mi sarei aspettato molto di più da una Presidentessa di un Centro che ha una storia così prestigiosa, come lei vanta. Tra l’altro in questa storia prestigiosa c’è anche il fatto che il Centro nel 2003, cioè dopo la sua istituzionalizzazione, intratteneva rapporti ufficiali e organizzativi con il Leoncavallo di Milano. Nel 2006 il Centro firmava (e chi lo firmava? Il suo coordinatore o il presidente di allora?) persino l'appello antisgombero del centro sociale occupato milanese. Non mi sembra che nel PDL da cui lei proviene sia proprio considerato indice di prestigio questo tipo di collaborazione e soprattutto un'associazione che è istituzionalizzata dalla partecipazione degli Enti Locali che cosa ha a che vedere con un centro sociale occupato? Ma c'è anche questo nella decennale storia del Centro.

Ma andiamo oltre queste piccolezze. Se voi del Centro avevate qualcosa da contestare potevate scriverci una lettera chiedendo il diritto di replica e la rettifica esponendo la vostra versione dei fatti e contestando i dati da me presentati con i dati in vostro possesso. Il diritto di replica qui non è mai stato negato a nessuno nonostante qualcuno racconti balle sostenendo il contrario. Invece lei in questo suo intervento, un pò goffo a dire il vero, che sembra solo fatto a uso e consumo del vostro coordinatore generale, non smentisce nulla di quello che viene riportato nel mio articolo. Poi sarebbe il caso di stare un po’ attenti a parlare di moralità quando si presiede un’associazione intitolata ad Andrea Pazienza, che era un grande autore (che personalmente non incontra i miei gusti) ma che moralmente era un cialtrone che raccontava balle ai colleghi per ottenere soldi per comprarsi una di quelle dosi che poi lo avrebbe ucciso. Lei definisce le qualità morali e intellettuali di Ginevra come ampiamente comprovate. Tralasciamo il fatto che Ginevra censuri le mie risposte sul suo blog. Tralasciamo il fatto che Ginevra faccia adesso la vittima di presunte calunnie subite ma non racconti le calunnie che lui dice in giro a proposito di Fumetto d’Autore e del sottoscritto. Tralasciamo il fatto di essere stati definiti da Ginevra come dei "disgraziati" perchè ci occupiamo giornalisticamente con i mezzi a nostra disposizione delle attività del Centro raccontando quello che nessuno aveva mai documentato prima del rapporto istituzioni-fumetto. Tralasciamo il "vaffanculo" pubblico che mi presi da Ginevra quando in un corridoio di Napoli Comicon un paio di anni fa per avere osato chiedergli davanti ad altra gente chi è che pagava il suo vitto e alloggio nei giorni di fiera (a proposito, ma quando il dipendente comunale rappresenta il Centro ad un fiera chi paga?). Tralasciamo tutto questo e facciamo quindi un paio di esempi di queste comprovate qualità morali e intellettuali che la riguardano direttamente. Il giorno 11 febbraio 2011 Ginevra scriveva sullo stesso blog su cui lei ora interviene a difenderlo: «vivono tra noi Berlusconi e i berlusconiani. Indifendibile il primo. Impegnatissimi i secondi a sostenerlo con la massima prepotenza mediatica possibile.» Insomma, il coordinatore che lei difende pensa di esserle superiore antropologicamente solo per il fatto che lei proviene dal PDL. E ancora. Quando a Milano il PDL ha perso le ultime elezioni amministrative, Ginevra così commentava: «Esulto contro la prepotenza, la maleducazione, la malafede, la codardia, le collusioni con la criminalità, in alcuni casi contro coloro che sono addirittura I criminali...» Di quest'ultima affermazione ne ho scritto anche QUI, facendo notare come anche il sindaco di Cremona fosse del PDL. Evidentemente ognuno ha la squadra che si merita e siccome siamo uomini di mondo, come direbbe Totò, capisco anche la sua difesa di ufficio nei confrotni del suo coordinatore che però sempre pubblicamente non si fa remore di esprimere indirettamente giudizi anche contro di lei.

Per quanto riguarda il fatto che basta leggere lo statuto del Centro per approfondire le questioni emerse in questo frangente, non mi pare che da nessuna parte dello statuto si giustifichi il fatto che a venire selezionati per il Servizio Civile siano molto spesso persone che già conoscete. Ma la invito a smentirmi indicandomi il punto dello Statutto che farebbe luce sulla vicenda. Per quanto invece riguarda il regolemento di selezione del Servizio Civile, per farla breve, il massimo del punteggio ottenibile durante la selezione da un candidato del Servizio Civile è 110/110 e tra i punti ottenibili dal curriculum, cioè i titoli, si evince che si possono ottenere massimo 12 punti (1 per ogni mese sino ad un massimo di 12 mesi) per servizi prestati precedentemente nello stesso Ente per cui si sostiene la selezione. Ora però la normativa e fumosa perché non spiega chiaramente chi certifica e come questi servizi pregressi. È ovvio però che a certificare il servizio pregresso sareste comunque voi stessi, anzi probabilmente sarebbe proprio l’eccellente coordinatore generale Michele Ginevra a certificare. Si crea così un curioso cortocircuito che vede il certificatore poi diventare il selezionatore dello stesso candidato che ha certificato. Non c’è bisogno di chiamare in causa il conflitto d’interessi per capire che con 18 punti a disposizione su 110 assegnabili, un giovane a voi sconosciuto che si presenta alle vostre selezioni non ha moltissime possibilità di scavalcare chi già conoscete perchè è "cresciuto" al Centro. La invito comunque a smentirmi anche su questo sistema di selezione da me descritto. Mi ero già documentato in proposito e ne ero a conoscenza sin da prima di vergare il mio articolo ma non l’ho inserito in esso perché la ritenevo una notazione troppo tecnica che non cambiava nella sostanza quanto esposto co dovizia di dati. Le ricordo infatti che nessuno del Centro sinora mi ha ancora smentito ufficialmente. E per smentire il mio articolo non basta solo dire, con metodo "bulgaro", che contiene calunnie. Dovreste indicare quali sarebbero le presunte calunnie e poi produrre i dati che lo dimostrano.

Per quanto riguarda poi la bieca ambizione, vorrei tranquillizzarla. Non mi appartiene (a cosa dovrei ambire? Potrebbe spiegarmelo?), solitamente non appartiene nemmeno ai giornalisti, ma è sempre più spesso tratto distintivo della politica, quella stessa politica da cui lei proviene e che l’ha messa sul cadreghino più prestigioso del Centro. I chilometri che ci dividono smorzano poi ogni mia curiosità di varcare la soglia del Centro Fumetto Michele Ginevra, ops, mi scusi, Centro Fumetto Andrea Pazienza..

Se lei o qualcun'altro avesse qualcosa da aggiungere, siamo a sua/vostra completa disposizione, nel frattempo le porgo distinti saluti.

Ad maiora.

Ps: il dubbio sul fatto che lei ci sia o ci cfapaz è ancora forte. Al momento propendo per la seconda ipotesi.

Pps: i miei articoli riguardanti il Centro li raccoglierò a breve in un libro insieme ad altro materiale inedito e sarò lieto di fare avere una copia al Centro e a lei.

 

Passiamo ora a comunicazioni di servizio, avvisi ai naviganti, varie ed eventuali.

Vorrei innanzitutto tranquillizzare quel miserabile di "Harry dice". Qui non c’è nessuna rabbia e nessun dolore. Stiamo tutti bene. Consiglierei ad Harry di prendersi una pausa dall’impossibile critica. Lo vedo molto più portato ad occuparsi di bicchieri. Se ne vada quindi a fan bicchere.

L’intervento dialetticamente vigliacco di Daniele Barbieri su questa vicenda è testimonianza invece di quale sia lo stato di sfacelo del metodo degli accademici che si occupano di fumetto. Auguro dunque buone vacanze all’esimio docente, sembra che ne abbia davvero bisogno. Io non sarò accademico, ma ca’ nisciuno è fess, professò.

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