Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Moleskine Domenicale » Ai ballottaggi fumettologicamente con un pizzico di dispar condicio

sevincepisapiaMoleskine Domenicale #03

di Giorgio Messina

Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore. Senza corsivo ché è domenica.

Ai ballottaggi fumettologicamente con un pizzico di dispar condicio

Buona domenica! Domenica bestiale come canterebbe Fabio Concato. Oggi e domani ballottaggi delle elezioni amministrative in tutta Italia. Naturalmente il fumettomondo non poteva esimersi di partecipare all’agone politico. E ci mancherebbe. Il fumetto può raccontare tutto, si sa. Poi però sarebbe bello che qualcuno mi spiegasse perché se il fumetto può raccontare tutto, un sito dedicato (principalmente) al fumetto non potrebbe alla stessa maniera (eccezionalmente) parlare di tutto ed esprimere le sue opinioni anche sul Papa e la politica, ad esempio. Misteri fumettologicamente pregni di dogmi profondi.

Si diceva di politica e fumetto. Un amore un po’ a senso unico in certi casi. Sembra infatti che il fumettista si possa occupare di politica solo se di comprovate inclinazioni progressiste, meglio se di ascendente antiberlusconiano fumettologicamente dichiarato. Ma vabbè, son dettagli. Sicuramente non è senza cervello chi vota per l’altra parte metà del cielo politico, così come non è troglodita chi apprezza il fumetto che a me non piace senza nemmeno che me lo sia letto (ogni riferimento a commenti letti in giro su N.O.X., l’ultima miniserie di Star Comics scritta da Alessandro Bottero è puramente voluto). Saltando dal cielito lindo del politicamente corretto alla frasca delle anime belle del fumetto italiano, iniziamo a festeggiare chi ha già vinto le elezioni.

A Latina è stato eletto sindaco al primo turno il candidato del PDL Giovanni  Di Giorgi, fratello di Emanuele Di Giorni della Tunuè. Stimando molto la famiglia Di Giorgi e le loro capacità imprenditoriali e organizzative, mi auguro che a Latina, nei prossimi cinque anni, dall’amministrazione del neo sindaco venga un impulso significativo ad aprire nuovi spazi per il fumetto e la cultura in toto, nonostante nel programma elettorale del Di Giorgi eletto non era stata nominata la Cultura.

Torniamo all’agone di questa domenica (e lunedi). Matteo Stefanelli, dell’Università Cattolica di Milano, critico (pseudo)fumettologico, ha messo in piedi un paio di blog, sevincepisapia e striscialamoratti, definiti “gemelli diversi”, con l’obiettivo di accompagnare il ballottaggio meneghino tra Letizia Moratti  e Giuliano Pisapia. Per l'occasione sono stati reclutati diversi autori, chiamati a cimentarsi nella nobile arte della satira, impreziosita da una fasulla “par condicio”. In realtà si finisce a parodiare la satira incensando Pisapia da una parte e a sfottere, anche volgarmente, la Moratti dall’altra. Dispar condicio, verrebbe da dire. Peccato, che la satira non serva per incensare nessuno, e a ricordarcelo c’è anche la Cassazione che così la definisce: « È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene. » (Prima sezione penale della Corte di Cassazione, sentenza n. 9246/2006)

Beninteso, Stefanelli è un grande esperto di fumetto francese, ma quando si allontana dal terreno fumettologico a lui più congeniale, spesso gli capita di mettere in campo un po’ di creatività critica, che a volte stroppia. Un po’ come quando, in occasione del terremoto in Giappone, si scopiazzò male e senza citare la fonte, un articolo dal sito di L’aquila per cercare di zittire nientemeno che il Corriere della Sera e arrivando a sostenere una grossa imprecisione addirittura su Goldrake (leggi QUI e QUI).

Nonostante questa fetta di fumettomondo capitanata da Stefanelli si schieri dunque apertamente a favore di Pisapia (molti degli autori coinvolti non siano nemmeno milanesi), se c’è un merito fumettologico recente da riconoscere alla Moratti è proprio quello di avere contribuito all’apertura di WOW, il museo del fumetto milanese.

Comunque, al fin dei conti vincano Pisapia, Moratti, Lettieri, De Magistris o Antonio La Quaglia, vince chi prende più voti. È la democrazia, baby.

Dal blog di sevincepisapia, illustrazione di Ale Giorgini.

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