Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Autori di Immagini: una paella senza sale

associazione_illustratoridi Giorgio Messina

Moleskine #34

Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore

Autori di Immagini: una paella senza sale

Riassunto delle puntate precedenti. In origine furono gli Stati Generali del Fumetto, nati dall’auspicato “risveglio sociale” degli autori nei confronti degli editori sfruttatori, per tacere della crisi. Poi dagli Stati Generali scaturì la tavola rotonda lucchese che non portò alcuna sostanziale novità ad un dibattito più vecchio del promotore stesso di tutto l’ambaradan, il capopolo emigrato sulle Ramblas Claudio Stassi, autore ancora di secondo piano nel panorama fumettistico italiano ma con grandi prospettive future. Infine, dopo le uggiose giornate lucchesi, dopo aver ricevuto anche da queste pagine diversi rilievi a proposito della cattiva gestione della comunicazione e della promozione del nascente movimento degli autori, nonostante fossero questi ultimi a rimproverare agli editori di non sapere fare comunicazione e promozione dei libri realizzati da loro, il capopolo emigrato Stassi, sempre da là giù sulle Ramblas, dove il sole splende alto per i disegnatori di fumetti - anche se gli spagnoli stessi non sono molto concordi su questo aspetto – ha deciso di interrompere qualsiasi comunicazione esterna e di portare gli autori eletti, novelli Beati Paoli, in una stanzuccia segreta di Comicus (ovviamente dopo essersi lamentato con gli stessi tipi di Comicus del fato che non avessero dato abbastanza rilievo agli Stati Generali in precedenza).

Lì in quella stanzuccia segreta, lontano da sguardi indiscreti e dalla critica cattiva che non ha incensato da subito, senza se e senza ma, le iniziative scaturite dagli Stati Generali, gli autori, selezionati tutti personalmente da Stassi  come fossero degli Efesto del contratto, hanno forgiato in tutti questi mesi, il giusto foglio giuridico che va bene a loro, ma ancora non sappiamo se va andrà bene agli editori. Perché una cosa è fare le pentole, poi ai coperchi ci si pensa. E veniamo ai giorni nostri. Arrivata la primavera, il sole finalmente è tornato anche sull’italico territorio, quindi è tempo di fiere primaverili, e i nuovi Beati Paoli del fumetto, quando ormai il Napoli Comicon è prossimo venturo, iniziano finalmente ad uscire dalla stanzuccia segreta.

Michele Petrucci già il 24 marzo ci informava sul suo blog che «dopo aver cercato di costruire un contratto base da tenere come riferimento per tutti, ora stiamo attivamente parlando di creare un'associazione di fumettisti». L’annuncio sembra ormai maturo. Ma qualcosa nei giorni immediatamente successivi a questa esternazione sembra andare storto nonostante intervenga a stretto giro sul blog di Petrucci direttamente il capopolo Stassi che annuncia: «in questi giorni scriverò un post sul blog anch'io». Infatti, se Petrucci rappresenta la base del nuovo movimento di autori, la direzione, rappresentata da Claudio Stassi, non sembra essere sulla stessa linea della base e così ecco arrivare una nuova “lettera agli autori”, scritta in prima persona ovviamente dal capopolo alla paella Stassi ma firmata altresì da Luca Boschi, Ivo Milazzo e Paolo Rui (Presidente dal 2001 al 2005 dell’Associazione Illustratori). La novità principale di questa lettera è che gli autori fuori e dentro la stanzuccia segreta vengono informati che non ci sarà alcuna Associazione Fumettisti, ma, come spiega Stassi: «abbiamo trovato un accordo con l’Associazione Illustratori (AI), interessati e propositivi nel riunire in un’unica realtà le due categorie: Illustratori e Fumettisti.»

La prima persona plurale evidentemente si riferisce ai firmatari della lettera. Stassi conclude la lettera spiegando anche il perché di questa scelta di un'associazione unificata che dovrebbe nascere in seno dell’AI: «un forte punto di riferimento, soprattutto per le nuove generazioni prive ancora di adeguata esperienza, potrà essere anche una fonte di energia per una categoria che da sempre è concentrata troppo sulle proprie individualità». Se la categoria dei fumettisti, come ci spiega Stassi, è troppo incentrata sulle proprie individualità da non riuscire nemmeno a fondare una propria Associazione, constatiamo però che sono quattro individualità in una lettera scritta in prima persona da Stassi stesso a decidere qual è la migliore soluzione rappresentativa per la categoria dei fumettisti. Insomma, è un po’ paradossale che ci si lamenti dell’individualità dei colleghi e poi individualmente (con oligarchico elenco di firme) si prendano decisioni per tutti, quando poi unendo i puntini, ci si accorge che Michele Petrucci pochi giorni prima aveva parlato invece di una associazione di categoria. Che succede?

La lettera vergata da Stassi spiega anche cosa sarà e come si chiamerà la nuova associazione nata dalla trasformazione dell’AI con l’arrivo dei fumettisti: «la nuova Associazione muterà principalmente denominazione. E' stato suggerito 'Autori di Immagini' così che l'acronimo identificativo di 30 anni di attività (AI) rimanga inalterato anche nell'immaginario collettivo. Nel sottotitolo del nome completo appariranno 'Illustrazione -Fumetto- Animazione- Visualizer'.» E perché non metterci anche i paparazzi, gli sprayartist e i madonnari di strada nel sottotitolo? Non producono forse immagini anche loro? “Autori di Immagini” sembra un bel minestrone, anzi una bella paella, vista l'attuale domiciliazione spagnola di Stassi. E questa paella di immagini sembra cozzare parecchio con quell’idea di modifica della legge del diritto d’autore a favore del fumetto e delle sue figure professionali rivendicata da anni da Ivo Milazzo e arrivata anche diverse volte in parlamento come progetto di modifica dell’attuale legge in materia datata 1941. Altresì la paella cucinata da Stassi e dagli altri firmatari cozza anche con quel sacro fuoco dell’affermazione del fumetto come genere autonomo con pari dignità ad ogni altra forma di intrattenimento. Non fu forse lo stesso Luca Boschi, la cui firma si trova in calce a questa lettera scritta in prima persona da Stassi, a dare vita all’Associazione Fumettisti negli anni ’90? Va notato anche che, nonostante la firma, Boschi, ancora non ha rilanciato la lettera sul suo blog… E ancora. Il nome "Autori di Immagini" non ha la stessa forza di "Associazione Fumettisti" perchè non sembra rappresentare al meglio figure professionali come gli sceneggiatori, gli editor, i letteristi e gli inchiostratori che invece trovano tutte una sintesi all'interno della parola "fumettista".

E inoltre si ha l’impressione che questo confluire tutti insieme appassionatamente negli “Autori di Immagini” non sia in effetti un buon affare per i fumettisti e che suggerisca il saltare di tutte le delimitazioni possibili che in quel generico “immagini” non sdoganano il Fumetto come genere autonomo, se non in un sottotitolo (e ai sottotitoli di solito non ci fa mai caso nessuno), ma bensì sembra proprio che ll Fumetto lo si faccia scomparire ancor di più in una paella senza sale che non è chiaro a “cui prodest”. A poco dunque servono le rassicurazioni di Stassi quando dice: «considerando le annose riserve che attanagliano la categoria degli 'autori', bisogna evidenziare un fatto importante. L'Associazione Illustratori con il nuovo Statuto NON intende allargarsi e accorpare gli altri rappresentanti della categoria, ma CAMBIARE la propria struttura nel suo essere e divenire.» I dubbi a questo punto aumentano perché, visto che l’Associazione Illustratori non si scioglie per dare vita ad un nuovo soggetto associativo con un nuovo statuto, ma bensì semplicemente modifica il proprio statuto lasciando inalterata la propria personalità giuridica, in termini prettamente legulei l’AI effettivamente si allarga e accorpa i fumettisti. Speriamo che Stassi & co. nel chiuso della loro stanzetta segreta non abbiano usato simili intemerate giuridiche a questa dell’AI che gattopardescamente cambia statuto senza accorpare nessuno, per stilare il famoso contratto che va bene a  tutti, altrimenti anche quest’ultimo rischia di essere una bella paella ancor più gustosa di “Autori di Immagini”.

Sembra infatti che oltre a un contratto che in fondo non interessa a nessuno degli editori che possono garantire introiti sicuri e che magari però lo leggeranno per semplice spirito di “buon vicinato” (ogni editore ha già un proprio contratto e nel libero mercato, fatte salve le condizioni obbligatorie per legge, tutto il resto è “prendere o lasciare e avanti il prossimo”), siamo anche davanti ad una soluzione associativa che altrettanto non sembra servire a nessuno e a giudicare dal tiepido accoglimento di questa "lettera agli autori" non è nemmeno tanto difficile ipotizzare che in fin dei conti  la proposta ivi contenuta non abbia destato al momento granchè interessare presso la base degli autori, quelli che poi in fin dei conti possono davvero garantire iscrizioni e tessere ad un'associazione di settore.

E dire che dalle pagine di Fumetto d’Autore qualche mese fa siamo stati gli unici a caldeggiare un’Associazione Fumettisti che vedesse la luce il primo gennaio 2011 e avesse come primo presidente Ivo Milazzo. Se invece "Autori di Immagine" è il risultatio vuol dire che evidentemente erano tutti impegnati a cuocere una bella paella in questi mesi.

Intanto l’Associazione Illustratori il 23 marzo ha convocato la propria assemblea per il 19 maggio usando queste parole: «L’Associazione Illustratori e’ un patrimonio trentennale di storia ed esperienze che merita di continuare, ma questo può avvenire solamente con l’aiuto di tutti i suoi associati. (…) Siamo qui per capire se per voi l'AI sia un valore da salvaguardare, se debba avere un futuro e se abbia ancora ragione di esistere.»

Il quinto senso e mezzo andreottiano pizzica davanti a queste parole, che sicuramente sono state scritte prima dell’accordo trovato da Stassi e dagli altri firmatari della lettera aperta agli autori. Vuoi vedere che la paella dei fumettisti che confluiscono nell’AI, alla fine dei conti conviene solo all’AI?

Ps: Registro che i soliti faccendieri abituati a monetizzare il fumetto con contributi statale e a nascondere la cosa sotto il tappeto, sono molto interessati all’evolversi degli Stati Generali verso cui sono sempre stati molto prodighi di consigli, partecipandovi attivamente in prima fila pur non essendo né autori, né editori in proprio. Dal sito dell’AI si legge che  l’associazione ha contatti con “con gli Enti, Regione Lombardia, Comune di Milano”. Vuoi vedere che unendo anche questi puntini esce fuori il solito “lupus in fabula”? Vedremo se il tempo sarà gentiluomo con i nostri dubbi anche stavolta…

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