Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Jack Kirby: un ringraziamento a Nigro/Harry dice e una lettura consigliata a Mario Benenati

jack_kirby_sci_fi_collectiodi Giorgio Messina

Moleskine #32

Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore, eccezionalmente di sabato perchè quando ce vò, ce vò..

Jack Kirby: un ringraziamento a Nigro/Harry dice e una lettura consigliata a Mario Benenati

Jack Kirby sentitamente ringrazia Guglielmo Nigro/Harry dice. La mia simpatia nella sua incompetenza è stata ben riposta e soprattutto ben ripagata. Innanzitutto un breve riassunto delle puntate precedenti come se fosse la vostra fiction preferita.

Prima parte: Golden Age for dummies

Seconda parte: La posta del cuore di Jack Kirby

Nella terza parte, Harry “la carogna” (cit.) se la canta e se la suona su parole di Alessandro Di Nocera. Chi sia il laccio e chi la trottola tra i due, non è dato saperlo, ma sta di fatto che qualcosa di inaspettato il “dinamico duo” riesce a mettere in moto . Le copie prenotate di Jack Kirby Sci-Fi Golden Age Collection, contenenti la storia inedita (in Italia) The Last Enemy a cui The King si ispirò successivamente per Kamandi - ovvero la nostra modesta scoperta filologica -, ebbene, sono passate negli ultimi giorni da 200 a 250. Prosit!

Anche io, alfine, li ringrazio sentitamente. Nigro e Di Nocera (che ha rispolverato il suo blog apposta  dopo 3 anni esatti di inattività!). Sono stati i migliori “testimonial” possibili di una efficacissima campagna pubblicitaria (virale) a costo zero, perché, casomai non fosse chiaro, il lettore gli inediti di Kirby li vuole leggere di carta e collezionare e il fatto di avere letto la traduzione della storia kirbyana che i due hanno fatto girare in rete deve avere solleticato diversi palati di bocca buona.

Invito, dunque, Don Chisciotte Di Nocera e Sancho Panza Nigro a continuare così, perché dopo Jack Kirby seguono a ruota Joe Kubert, Wally Wood, Alex Toth, Basil Wolverton, Fletcher Hanks e a tanti supereroi Golden Age che non abbiamo mai visto.

Purtroppo però alle gioie si uniscono anche i fastidi. Scrolliamoceli allora rapidamente di sopra.

Nel post di Harry/Nigro, interviene, come segue, anche Mario Benenati, fondatore e animatore della storica fanzine Fumettomania:

«Avete fatto bene entrambi, tu (Harry dice/Guglielmo Nigro – ndr) ed Alessandro (Di Nocera – ndr), a riportare la storia in 6 tavole del mitico Kirby, e a fare girare la notizia dell'ennesima furbata della "coppia più amata dai fumettisti italiana", all'anagrafe Alessandro Bottero e Giorgio Messina...»

Ennesima furbata?

Confesso che Mario Benenati lo avrò visto forse 5 volte in 5 anni e per non più di 5 minuti per volta, ma ognuna di queste mi ha sempre riservato un sorrisone “durbans” che a onor del vero mi era sempre sembrato cordialmente genuino. Inoltre non ho mai citato sinora il Benenati in nessuno dei miei articoli, né lui ha mai manifestato assenso (o dissenso) a quanto scrivevamo su Fumetto d’Autore. Né qui, né altrove, prima ad ora.

Beninteso, non è che poi del simpatico Mario Benenati si ricordino contributi memorabili alla critica e al fumettomondo. Se ne sta un po’in disparte a continuare ad alimentare da solo – testardo “survivor” - la fiamma sempre più fioca della cosiddetta “critica celebrativa” che ha i suoi massimi picchi di grandezza in celebrazioni tipo “40 anni di Marvel in Italia”. Ovvero una accozzaglia di contributi, in forma di articoli e disegni, raccolti tra amici (ovviamente meglio se illustri al punto giusto) e impiccicati così come viene.

Questo metodo di fare “critica” andava di moda nell’epoca d’oro della fanzine cartacee fotocopiate. Si sceglieva un argomento e si imbarcava chiunque potesse dare prestigio alla fanzine, all’idea portante e a chi la promoveva creando una sorta di autorevolezza proiettata da quella dei partecipanti alla celebrazione di turno. Oggi, con la rete e gli opinion leader che fioccano ad ogni angolo, la critica celebrativa è diventata solo una variante bolsa e fuori tempo massimo. Un hobby per nostalgici. Ma tant’è. Bisogna rispettare i dinosauri. Sono testimonianza di un passato glorioso che non potrà più tornare, ma sarebbe il caso anche che i dinosauri rispettassero chi, una volta tanto, fuori dal solito giro di pacche sulle spalle, ha un’idea innovativa. Se poi quell’idea apre la strada a scoprire la Golden Age in Italia, non dico che i dinosauri debbano pure applaudire, ma quanto meno informarsi di che cosa si sta parlando, prima di mettere le ditina sulla tastiera e scrivere puerilità.

Infatti succede che chiedo a Benenati privatamente dei cordiali chiarimenti sulla sua uscita pubblica in cui mi nomina nome e cognome, insieme ad Alessandro Bottero, facendoci passare entrambi per i furbetti del quartierino. Ne ottengo in cambio prima la declinazione della sua serietà e professionalità guadagnate in 20 anni di onorata carriera di critico e poi la candida ammissione che lui, Benenati sorriso Durbans, non ha mai letto i miei articoli su Kirby (vedi prima e seconda parte) ma che ha usato per bignami della diatriba kirbyana questo editoriale di Alessandro Bottero. Alla faccia della serietà e della professionalità!

Serietà e professionalità che tra l’altro il Benenati stesso mi spiega essere impossibili da mettere in discussione perché praticamente universalmente riconosciute come genuine. Ovviamente non v'è risposta di quali fossero le furbate precedenti a questa ennesima che secondo il Benenati avremmo combinato insieme ad Alessandro Bottero. Su questo punto Benenati liquida la faccenda dicendo che è parecchio tempo che non legge Fumetto d’Autore, perché - a suo dire - avrebbe rilevato che scriviamo molte imprecisioni. Ma anche qui, quali siano queste imprecisioni non è dato saperlo. Questo evidentemente, noi tapini, sarà qualcosa di universalmente riconosciuto ma di cui ancora non ci hanno informato a dovere.

A questo punto il Benenati, serio e professionale con 20 anni di onorata militanza critica, messo davanti al fatto che non sa di che stiamo effettivamente parlando attorno a Jack Kirby e alla sue opere inedite della Golden Age che hanno ispirato Kamandi, mi chiede scusa, e gli faccio notare che le scuse sono private, mentre il suo attacco è pubblico.

Lo so che i più attenti, a questo punto, potranno obiettare che non è elegante, serio, professionale, ecc. ecc. raccontare quello che ci siamo detti in privato con il Benenati sorriso Durbans, ma visto il modo in cui questo porgerà le sue scuse, mi sembra doveroso, per amor di verità, spiegare quanto effettivamente ci siamo detti tra di noi visto che sarà il buon Mario a tirare fuori per primo - ma a maniera tutta sua - quello che ci siamo detti in privato.

Scrive infatti il Benenati, sempre nel post di Harry/Nigro di cui sopra:

«Dal momento che sono stato "bersagliato" in privato a causa della mia frase ironica " dell'ennesima furbata della "coppia più amata dai fumettisti italiana, all'anagrafe Alessandro Bottero e Giorgio Messina..." e dal momento che non sono riuscito a far capire al mio interlocutore che la mia era una frase ironica, di sfotto', chiedo pubblicamente scusa se ho offeso queste due personaggi, anche perche' ho cose piu' importanti di perder tempo in inutili polemiche... se il fumetto in italia è considerato roba per bambini poi non lamentiamoci... »

Ma quale bersagliato. Era solo uno scambio di mail di chiarimento. Nessuno ha trasceso, nessuno ha dato in escandescenze, nessuno ha fatto stalking (che per ora va di moda citarlo a sproposito). La frase non era ironica e lo sfottò Benenati sorriso Durbans se lo faccia, se proprio ne necessita, con chi si scambia le pacche sulle spalle, altrimenti poi non si senta "bersagliato" se gli si risponde per le rime. Personaggi poi sono quelli dei fumetti. Io sono una PERSONA.

Sarebbe bastato che Benenati, con semplice esercizio di onestà intellettuale, avesse chiesto scusa pubblicamente per non avere letto gli articoli oggetto della discussione kirbyana in cui è intervenuto, lontano da questi lidi, senza sapere di che effettivamente si stava parlando come ammesso da lui stesso. Se poi aveva cose più importanti da fare che perdere tempo in inutili polemiche con noi, poteva evitare lui stesso di iniziarle queste inutili polemiche. Ne avrebbe sicuramente guadagnato in tempo prezioso. E infine, se il fumetto è considerato in italia (rigorosamente minuscola) roba per bambini è perché ci sono anche bambocci che se ne occupano da più di 20 anni e di cui questi sono i contributi più significativi: sparare giudizi senza sapere nemmeno di che si parla, appunto per confermare quanto si è riconosciuti universalmente come seri e professionali Gli applausi e la solidarietà della compagnia di giro tanto non macheranno.

Ma il contributo fumettomaniaco non è mica finito qua. Qualcuno fa notare al Benenati di non aver ben compreso il motivo per cui egli debba chiedere scusa e il Benenati a questo punto improvvisa anche una sceneggiata vittimismistica con risvolto religioso:

«Chiedere scusa è l'atto cristiano, più civile e più umile che, la mia educazione, serietà e professionalità, mi hanno suggerito in questa circostanza.
Non mi va di fare polemica, con nessuno, e quando posso cerco di calmare le acque...
Se nella mia professione di architetto e di impiegato, mi mettessi a fare polemica per tutte le cose storte con cui vengo a contatto, regnerebbe il caos e sarebbe distruttivo per la mia vite per quella della mia famiglia...
per cui senza banalità, quando si puo', meglio porgere l'altra guancia. »

No, caro  Mario, hai chiesto scusa perché tu stesso hai ammesso candidamente in privato di non avere nemmeno letto gli articoli oggetto della diatriba, ma te ne sei guardato bene dal raccontare questo particolare nelle tue scuse pubbliche. E nel farti passare per vittima, quasi cristianamente martirizzata, davanti ad un legittimo chiarimento - che per quanto mi riguarda era privato e privato doveva restare - hai dimostrato che quella serietà e professionalità di cui tanto ti vanti è solo un simulacro di una fragilità che si palesa nel tirare in mezzo cose davvero sacre come la religione, la famiglia e la vita privata che qui, come direbbe - anche se per altri versi - Cetto La Qualunque, non c’entrano “una beata minchia” (cit.).

E tra siciliani ci capiamo, vero Mario?

Quindi la prossima volta, se ci/mi vuoi attaccare senza nemmeno sapere di che si sta parlando, caro Mario, prima stappati un crodino e poi leggiti "Jack Kirby Sci-Fi Golden Age Collection". Vedrai che sarai in pace con il mondo intero e non sprecherai più il tuo prezioso tempo a dover ammettere che non sai di che stiamo parlando esattamente.

Che c’è di meglio di un buon fumetto inedito del Re tradotto bene e con un buon apparato redazionale?

Magari poi ci organizzi attorno pure uno di quei caravanserragli celebrativi che ti piacciono tanto.

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