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Gothic & Lolita: nipponizzazione di una moda occidentale

jpl-gothiclolita03Adi Gloria Carpita*

Nella moda gothic lolita elementi occidentali della moda vittoriana vengono nipponizzati: l’Oriente guarda all’Occidente non come una cultura dominante piuttosto come qualcosa di esotico.  Il riferimento all’Occidente è già presente nel termine stesso, gothic lolita.

Il termine gothic si riferisce allo stile vestimentario gotico, il termine lolita ad uno stile vestimentario fanciullesco. Si tratta di un garaigo, ossia di una parola straniera scritta in katakana (sillabario giapponese usato per scrivere tutto ciò che non è autoctono). L'adattamento fonetico trasforma la parola straniera in una parola giapponese, ossia in un garaigo: gosurori, (traduzione del termine gothic lolita) che pur rifacendosi a due stili vestimentari occidentali  copre l'assenza di una terminologia giapponese corrispondente: li nipponizza.

Abbiamo detto che il termine gothic lolita è l'unione dei nomi dei due stili a cui si ispira la moda giapponese, ed entrambi fanno riferimento a due mode occidentali, quella gotica e quella infantile.

Per quanto riguarda la caratteristica “gothic”, riprende elementi della moda gotica vittoriana caratteristica del movimento socio-musicale gothic metal degli anni 80 che rifiutando la perfezione e i valori mainstream enfatizza la libertà di espressione valorizzando l'iperfemminilità e l'androginia maschile attraverso una forte estetizzazione di entrambi i sessi. Il recupero del passato non è passivo: è riscrittura del gusto nostalgico di un'era perduta intessuta di  romanticismo e avventura, una nostalgia attiva che trasforma il passato travolgendone l'ordine. Lo stile gothic lolita del gothic riprende dunque la sensibilità nostalgica vittoriana di un passato favoleggiato che non è mai esistito: non vuole ripetere con accuratezza storica un reale periodo ma ricrea un mood di romanticismo e arcaismo. L'altro riferimento culturale è locale, è il visual kei, movimento rock nato in Giappone negli anni 80 e diffusosi negli anni 90 che spazia tra il rock e il metal, caratterizzato da costumi teatrali ed effetti visivi che esaltano la teatralità delle esibizioni con forte connotazione estetica e glam. L'accostamento di costumi appartenenti ad epoche storiche antiche sia occidentali che orientali manifestano un'adesione alla tradizione culturale ma accostati ad elementi sonori e visivi moderni manifestano uno spirito di ribellione e contrapposizione a tutto ciò che appare vecchio. Quindi la ripresa di elementi occidentali transnazionalizza la moda vittoriana europea mentre la cultura giapponese la localizza fondendovi elementi sconosciuti alla subcultura gotica occidentale, quelli del kawaii.

Il kawaii è un codice estetico sviluppatosi tra la metà degli anni 60 e 70 che si fonda su elementi infantili, romantici, dai colori pastello (nella moda soprattutto negli anni 80), forme androgine (sopratutto negli ani 90), nella moda si esprime con vestiti dal taglio piccolo e stretto, con maniche a sbuffo, fiocchi. Viene incoraggiata l'enfatizzazione di una femminilità acerba, innocente attraverso l'adozione di vestiti ispirati a quelli delle bambole. Quest'ambivalenza tra look gotico scuro e look infantilizzato crea una nuova definizione del gothic che assume una connotazione di “lolita” prettamente giapponese: non la ragazzina seducente ma l'adolescente che si trucca e si veste sgargiante, riprendendo la notevole importanza nella società giapponese per la dimensione pubblica dell'apparire, per la quale l'elemento superficiale è luogo di incessante lavoro di preparazione e confezionamento.

La moda gothic lolita veste le ragazze giapponesi che accolgono questo stile come delle moderne bambole vittoriane riproponendo la bellezza rivestita e confezionata della geisha. 

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*autrice del saggio "Gothic Lolita. Storia, forme e linguaggi di una moda giapponese", pubblicato dalla Società Editrice La Torre.

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