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Un museo di carta per celebrare l'arte di Hergé

di Giuseppe Pollicelli* 

«Questo libro è un museo di carta che fa da eco al vero e proprio Museo Hergé di Louvain-la-Neuve, in Belgio. In quasi cinquecento pagine esprime l’intera opera di colui che il filosofo Michel Serres ha definito uno dei più grandi artisti del XX secolo». Quanto afferma nella sua prefazione Fanny Rodwell, presidente del Museo Hergé di Louvain-la-Neuve (località nei pressi di Bruxelles), descrive in modo ottimale le caratteristiche del volume Tintin. L’arte di Hergé (pp. 482, euro 29,90), curato da Michel Daubert e pubblicato in italiano, in una versione in tutto e per tutto fedele a quella originale, dalle Edizioni L’Ippocampo. E questo libro, come talora capita con i musei, è bello non solo per ciò che contiene ma anche esteriormente: è cioè, di per sé, un esempio eccellente di arte cartotecnica, con il suo formato quadrotto, la copertina bianca con incisa una silhouette nera di Tintin, la costola plastificata e i bordi delle pagine rossi con degli scacchi bianchi, a richiamare il razzo di uno degli episodi più famosi di Tintin, Obiettivo Luna del 1950. Se Tintin e le sue magnifiche tavole d’avventura a fumetti, esempio insuperato di “linea chiara”, la fanno da padroni, il libro è un’impareggiabile sequela di schizzi, bozzetti, fotografie, dipinti e rarità varie che rendono piena giustizia al talento di un geniale conservatore - Hergé, al secolo Georges Remi (1907-1983), era un cattolico tradizionalista - di straordinaria modernità.

herge museo carta

*Articolo tratto da “Libero” del 29 ottobre 2014. Per gentile concessione dell'autore.

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