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Fame Comics: fumetti per passione, in italiano e friulano

famecomics[24/07/2010] - Giorno 2 - Ore 19.00: Non solo editori a Rimini Comix 2010. Tante anche le autoproduzioni, dove il fumetto è passione al 100%.

Seconda strepitosa giornata a Rimini Comix. Tra sfilate, happening e concerti abbiamo incontrato Roberto Romani dell'associazione culturale Fame Comics.

Parlaci un po' del progetto, com'è nato e qual'è la linea editoriale da voi seguita?

L'associazione nasce circa dieci anni fa in seguito all'incontro tra appassionati di fumetto dopo un corso tenuto da Davide Toffolo.
L'ambiente fra noi era ottimale sia al livello umano sia sul piano lavorativo; decidemmo così di dar vita ad un'associazione senza scopo di lucro dove promuovere e lavorare i fumetti.Il pregio di non avere scopi di lucro ci permette di non essere condizionati dal principio della commerciabilità e quindi di promuovere i fumetti che a noi piacciono ed in cui crediamo fermamente come associazione.
All'interno della produzione Fame Comix, in tandem con la provincia di Pordenone, abbiamo promosso la collana "Segno Nove", in cui tramite il mezzo fumetto si lavora sulla tutela del dialetto friulano.

Rimini Comix, come ci siete arrivati e qual'è il vostro punto di vista?

La nostra presenza a Rimini Comix è storica; abbiamo aderito alla manifestazione sin da quando si è iniziato a girovagare per le fiere di settore del nord-est per promuovere le nostre fanzine.
Leggendo fumo di china ci siamo interessati all'evento ed anche se negli anni, nelle diverse fiere, abbiamo altalenato ambiti professionistici e spazi dedicati alle autoproduzioni, abbiamo sempre tutelato la nostra presenza a
Rimini Comix.

Quali sono le nuove proposte dall'associazione presentate all'evento?

L'ultima chicca realizzata è "Lisa e Dora", per la collana "Segno Nove". La sua realizzazione è durata più di un anno e mezzo, ci anno lavorato gomito a gomito sette persone, ma alla fine è venuto fuori un ottimo volumetto in due versioni, una in Italiano e l'altra in dialetto Friulano.

Non solo editori a Rimini Comix 2010. Tante anche le autoproduzioni, dove il
fumetto è passione al 100%.


Seconda strepitosa giornata a Rimini Comix. Tra sfilate, happening e concerti
abbiamo incontrato Roberto Romani dell'associazione culturale Fame Comix.

-Parlami un po' del progetto, com'è nato e qual'è la linea editoriale da voi
seguita?

L'associazione nasce circa dieci anni fa in seguito all'incontro tra
appassionati di fumetto dopo un corso tenuto da Davide Toffolo.
L'ambiente fra noi era ottimale sia al livello umano sia sul piano lavorativo;
decidemmo così di dar vita ad un'associazione senza scopo di lucro dove
promuovere e lavorare i fumetti.
Il pregio di non avere scopi di lucro ci permette di non essere condizionati
dal principio della commerciabilità e quindi di promuovere i fumetti che a noi
piacciono ed in cui crediamo fermamente come associazione.
All'interno della produzione Fame Comix, in tandem con la provincia di
Pordenone, abbiamo promosso la collana "Segno Nove", in cui tramite il mezzo
fumetto si lavora sulla tutela del dialetto friulano.

-Rimini Comix, come ci siete arrivati e qual'è il vostro punto di vista?

La nostra presenza a Rimini Comix è storica; abbiamo aderito alla
manifestazione sin da quando si è iniziato a girovagare per le fiere di settore
del nord-est per promuovere le nostre fanzine.
Leggendo fumo di china ci siamo interessati all'evento ed anche se negli anni,
nelle diverse fiere, abbiamo altalenato ambiti professionistici e spazi
dedicati alle autoproduzioni, abbiamo sempre tutelato la nostra presenza a
Rimini Comix.

-Quali sono le nuove proposte dall'associazione presentate all'evento?

L'ultima chicca realizzata è "Lisa e Dora", per la collana "Segno Nove". La
sua realizzazione è durata più di un anno e mezzo, ci anno lavorato gomito a
gomito sette persone, ma alla fine è venuto fuori un ottimo volumetto in due
verioni, una in Italiano e l'altra in dialetto Friulano.
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