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L'Editoriale » Lucca 2013: che è successo? - Update

lucca 2013 editorialedi Alessandro Bottero

E anche quest’anno è andata. Lucca Comics and Games c’è stata e tutti tiriamo un sospiro di sollievo perché si vende. Si vende, si spande, si mette fieno in cascina che però deve durare (per molti piccoli editori) fino a… a volte fino a Lucca 2014, o per i più fortunati fino alla tarda primavera quando riparte in modo sostenuto il circuito delle manifestazioni. Ha senso un mercato dove in quattro giorni speri riuscire a ripianare i debiti accumulati negli ultimi mesi dell’anno e contemporaneamente speri di mettere nel porcellino i soldini che ti facciano superare il lungo e terribile inverno? Certo. Ha senso. Ma solo se il lavoro editoriale non è legato a doppio filo al fatturato, alla spending review, e a tutte le altre sataniche diavolerie che soffocano un lavoro sui contenuti, sulle idee, sulle cose che vale la pena di pubblicare perché sì e per nessun altro motivo.

Lucca Comics and Games è da sempre la manifestazione dove si vende di più. È un dato di fatto e non si discute. È anche la manifestazione dove sono presenti più novità editoriali. È anche la manifestazione che raccoglie più spettatori, e la cosa si è confermata anche quest’anno. I numeri mi sono ignoti, ma non credo di dire sciocchezze se ritengo che nei quattro giorni della manifestazione una massa non di molto inferiore alle 200.000 presenze cala in città. Questo porta ad alcuni effetti sfacciati e direi riprovevoli, come spacciare come “menu comics a 10 euro” un set composto da UN panino, UNA bottiglietta da mezzo litro e UNA crostatina. Dieci euro per un panino, una bibita e una crostatina. Ci sono alcuni che lo chiamerebbero furto con destrezza, dato che la sproporzione tra costo del materiale speso dall’esercente e prezzo finale chiesto al consumatore è immane. Noi non siamo tra quelli, anche per evitare polemiche e querele. Dico solo che spero vivamente che la guardia di finanza di Lucca faccia controlli a tappeto sui bar e sui negozi di gastronomia della città per controllare qualche cosetta. Ovviamente in quattro giorni passati lì non ho visto nemmeno un membro della guardia di finanza che controllava questi rincari folli, ma probabilmente avevano altro da fare.

Molta gente dicevo ed è vero. La zona editori era a piazza Napoleone, zona sud della città. Il Japan Palace era all’estremo nord, direttamente al capo opposto. A piedi normalmente, traversando in linea diretta la città ci vogliono 15 minuti. Venerdì pomeriggio, per arrivare alle 15 al Japan Palace mi sono dovuto muovere alle 14:30, e da piazza Napoleone al Japan Palace era una fila ininterrotta di persone. La cosa è anche simpatica, visto che il tutto aveva anche un clima festoso da non sottovalutare, ma il punto è un altro: una crescita del numero delle presenze nell’ordine del 10% o 20% da qui a due/tre anni porterebbe la logistica della manifestazione al collasso, o almeno in una situazione di grave disagio.

Novità editoriali: moltissime ed è impossibile elencarle tutte. Molte meritevoli, alcune superflue, altre incomprensibili. Krazy Kat della Nova Express è sicuramente tra le più meritevoli, anche per l’ottimo lavoro al lettering di Alessio d’Uva. Il dottor Oss, di Comic Out anche (oltretutto con un grande successo di vendite nella manifestazione). La raccolta del meglio di Splatter della Rizzoli Lizard ha un suo perché, e fungeva anche da traino per la nuova incarnazione del marchio Splatter, curata da Paolo Altibrandi e Paolo d’Orazio. Il Viaggio dei Padri delle Edizioni San Paolo (volume vincitore del Premio Fede a Strisce 2013) è un’altra novità meritevole. Donne di Gabriele di Caro, di Absolute Black, volume che raccoglie bellissimi acquarelli dedicati alla figura femminile anche. E la lista prosegue con Randall il capolavoro Western di Arturo del Castillo, pubblicato in due volumi da Allagalla; il Principe Valiant di ReNoir, e altri.

La cosa incomprensibile invece è la ristampa di Larry Yuma di Nizzi e Boscarato pubblicata da Allagalla, in un’edizione voluta e curata personalmente da Claudio Nizzi. Ora il punto è che Nizzi è intervenuto pesantemente sulle tavole originali di Boscarato. Boscarato in originale spesso aveva disegnato le figure in modo tale che sbordassero dai margini delle vignette. Nizzi ha deciso di intervenire tagliando questi “sbordi”, per far rientrare tutti i disegni all’interno della cornice delle vignette. La cosa è grave, perché si tratta, se vogliamo dire le cose come stanno, di una mutilazione dell’opera originale che in questo modo viene offerta al lettore con profonde alterazioni grafiche. Mi spiace che la cosa sia successa per un volume pubblicato da Allagalla, casa editrice per cui ho grande stima e che contemporaneamente a Larry Yuma portava a Lucca Randall di Arturo del Castillo, (opera come dicevo sopra assolutamente meritoria), ma forse bisognava opporsi alle decisioni di Nizzi e non pubblicare qualcosa che lede la memoria del defunto Boscarato.

Lucca è stupenda perché permette al lettore di toccare con mano la ricchezza del mondo a fumetti. Si vedono cose che nelle fumetterie sono invisibili (i famosi “Invisibili”). Puoi vedere case editrici come Annexia e le ristampe dei capolavori di Rebuffi; Wombat, e l’ultima fatica di Enzo Troiano; Hazard, con l’ultimo libro di Paolo Cossi Il burattinaio delle Alpi; NPE con il saggio di Luigi Siviero che parla del fumetto dopo l’11 settembre 2001, ed il saggio di Raffaele de Falco dedicato a Tex; Mompracem con l’unica graphic novel scritta da Stefano Benni (L’uomo che incontrò il piccolo drago), e la raccolta delle vignette di Riccardo Mannelli (Fine penna mai); Apocalypse della Passenger Press (con carte dei tarocchi allegate) e altro ancora.

C’era un grande stand Mondadori dove la casa editrice presentava i progetti nuovi. La Mondadori ha lanciato una collana bimestrale di albi francesi e il primo numero è dedicato a Elric. Sempre per Mondadori a breve partirà la ristampa di Ken Parker, di cui da quel che ho capito possiamo dire questo : volumi da 200 pagine ciascuno, formato Historica. Ogni tavola sarà riveduta ed eventualmente corretta. La collana durerà 43 numeri e nell’ultimo presenterà una storia di 120 pagine INEDITA scritta da Berardi e disegnata da Milazzo che risolverà la trama di Ken Parker in Prigione. La collana sarà in BIANCO E NERO ed andrà in edicola. Successivamente la Mondadori pubblicherà in LIBRERIA una raccolta delle 40 storie migliori di Ken Parker, secondo una successione cronologica tale da raccontare la storia del personaggio dagli inizi alla conclusione, e questi volumi saranno a colori.

Una realtà molto interessante e nuova è la casa editrice Kleiner Flug, che in pochi mesi ha proposto volumi di ottimo livello dedicati ai grandi classici della letteratura mondiale (traduzione di opere apparse in Francia), dedicati a grandi autori ed artisti della storia italiana (Giotto, per fare un esempio), e guide a fumetti delle città d’arte e cultura (molto bella quella dedicata a Venezia). Klenier Flug è un nome nuovo che cerca di sfruttare al massimo i canali nelle librerie di varia tramite distribuzioni regionali, mirate e studiate con cura.

La cosa più divertente che ho trovato è Pillole di Jenus di Don Alamanno, pubblicata da Magic Press, che pur rientrando nel filone del fumetto anticlericale che va tanto di moda ora, ha un suo perché. E questo mi da modo di chiarire una cosa: guardate che io non sono A PRIORI contro i fumetti che prendono in giro la Chiesa o fanno satira su di essa. Ma tra Jenus/ Pillole di Jenus e Don Zauker (tanto per fare dei nomi precisi) c’è un abisso, sia a livello di buon gusto che di capacità fumettistiche. Jenus fa ridere (e non è certamente tenero, anzi). Don Zauker è solo rancoroso e acido. Essere caustici, feroci, satirici è ok. Spargere merda solo per un gusto fine a se stesso mi pare infantile.

Inutile parlare dei pezzi grossi, visto che già lo fanno tutti. Certo, Dodici di ZeroCalcare meriterà un’analisi più approfondita, perché ho raccolto pareri molto diversi tra loro circa quest’ultima opera dell’autore romano. C’è chi lo trova all’altezza delle precedenti, e chi invece la ritiene un grosso passo falso, sia in termini di umorismo che di struttura narrativa. Sinceramente non l’ho letta e quindi mi astengo da commenti fino a quando mi confronterò direttamente con l’opera. Mi chiedo se la Bao sarebbe disposta a spedircene una copia per recensione, ma forse chiedo troppo.

Ci sono alcune cose che vanno segnalate a futura memoria: possibile che da anni Lucca Comics and Games pur essendo la PRIMA manifestazione in Italia e una delle prime cinque al mondo (la metto allo stesso livello di San Diego, Angouleme, Comiket e Francoforte sezione fumetti) non realizzi un catalogo per le mostre che ospita? La cosa è un grosso difetto. Un catalogo mantiene viva la memoria delle mostre anche DOPO che Lucca Comics finisce, e rende possibile a storici, esperti, critici, addetti ai lavori, ma anche semplici appassionati di restare in contatto con la memoria storica di Lucca Comics. Non realizzare un catalogo è una pecca che da una manifestazione del livello e dell’importanza di Lucca non mi aspetto. Non dico realizzare un catalogo per TUTTE le mostre, ma individuare le più importanti e dargli la giusta importanza è un dovere che deriva dall’essere i primi. Anche perché il costo della progettazione, realizzazione, e stampa del catalogo a fronte di un bilancio come quello di Lucca Comics and Games è irrisorio. Inviti uno o due ospiti in meno e impieghi i soldi risparmiati nel realizzare il catalogo. Mancano le forze, perché la struttura che pensa tutto l’anno alla manifestazione è ristretta? Lo capisco, ma allora individui dei soggetti esterni e gli affidi questo compito. Leggi l'Update*.

Sono stato a Lucca Games venerdì mattina e ho visto un padiglione strapieno di gente e di novità. Ho visto in crescita la zona dedicata alle case editrici con grandi spazi dedicati a Multiplayer e Mondadori. Ho visto poche novità allo stand della Società Tolkieniana, e la cosa mi ha stupito. Credevo che l’onda del successo di Lo Hobbit di Peter Jackson si estendesse anche al mondo editoriale, ma pare sia stato smentito. Bellissimo e interessante il GDR dedicato ai super eroi ed ambientato all’epoca della Seconda Guerra Mondiale Project Hope, che a questa edizione presentava il supplemento dedicato ai super eroi Italiani del Ventennio. La cosa più TRASH che ho visto è il gioco di carte Squillo, dove i giocatori devono cercare di diventare una sorta di super pappone, per controllare il mercato delle prostitute. Ora, a parte il cattivo gusto in sé del gioco, metterlo in distribuzione proprio quando è scoppiato lo scandalo delle ragazze minorenni che si prostituiscono (fatto denunciato a Roma la settimana prima di Lucca Comics and Games) mi pare leggermente assurdo.

Voglio condividere con voi questo aneddoto surreale che mi è successo proprio allo stand dove si vendeva Squillo. Noto il prodotto e decido di parlarne nel mio reportage. Allo stand c’erano due ragazze che imbonivano i presenti magnificando i punti di forza del gioco “Puoi usare anche le carte bonus per costringere gli altri giocatori a prostituirsi tipo Carta Gravidanza Indesiderata”. Chiedo se posso fare una foto, e una mi dice “Certo”, prende un pezzo di cartone dove c’era scritto a pennarello Lo so che mi vuoi e si mette in posa, facendo capire che non ero il primo che glielo chiedeva. Io la guardo allibito e dico “Veramente non volevo fotografare te. Mi serve una foto per l’articolo che devo fare.” La cosa la lascia interdetta e a questo punto smette di stare in posa. Faccio le foto alla confezione base e all’espansione Bordello d’Oriente, che permette di giocare con prostitute asiatiche. A questo punto chiedo all’altra ragazza “Scusa, posso chiederti una cosa? Ma perché hanno messo due ragazze a vendere questo gioco e non due uomini?”. La cosa la colpisce e risponde “Effettivamente è una bella domanda”. A questo punto la seconda (quella che si era messa in posa) interviene dicendo (e giuro che non sto inventando nulla) “Perché siamo due belle bagascione!”. Io resto basito. A questo punto il surrealismo diventa totale perché una signora diciamo over 50, che era allo stand e aveva sentito tutto interviene dicendo “Però anche un bel bagascione poteva starci bene!”, ridacchiando, come se avesse fatto una battuta da premio nobel. A quel punto me ne sono andato e quindi non so come sia finito questo dialogo. Posso dire che 20 euro per una cosa del genere sono buttati dalla finestra, o sembro bigotto e bacchettone? Se avete 20 euro da buttare fatemi un bonifico, o comprate un bel libro, un disco, un fumetto, insomma qualcosa che abbia un SENSO e non un gioco dove lo scopo è diventare il pappone supremo.

Chiudiamo: la mia valutazione della manifestazione è positiva, ma devo dire che forse è mancato il pezzo da novanta, la cosa che spariglia le carte in tavola e spiazza tutti con la sua potenza narrativa. Non ho visto IL capolavoro. Ho visto molte cose belle, molte cose valide, ma nulla che si staccasse in modo netto dal resto. La logistica ha retto, anche se sempre più a fatica. I bar e gli esercenti di Lucca hanno fatto affari d’oro, con prezzi a dir poco discutibili. La mancanza di un catalogo dedicato alle mostre, o alle mostre più significative, pesa ed è forse la cosa più seria a cui pensare per il futuro, se si vuole che Lucca abbia ANCHE un ruolo di preminenza sotto il profilo culturale. Devo dire che sotto questo profilo (parlo del catalogo) Etna Comics, la manifestazione che si svolge a Catania, pur avendo solo tre anni di vita ha fatto molto più di Lucca realizzando uno stupendo catalogo della mostra di Sergio Toppi presente nell’edizione di quest’anno.

E questo è tutto. Lucca Comics and Games 2013 è finita. Lunga vita a Lucca Comics and Games.

*UPDATE

Correzione doverosa: Roberto Irace e Giovanni Russo mi hanno gentilmente corretto circa la non esistenza di un catalogo. Dopo le loro precisazioni devo chiarire ed ammettere il mio errore: Lucca Comics redige un catalogo, che si poteva trovare in alcuni punti dei padiglioni e all’ingresso delle mostre. Quando si sbaglia è giusto, anzi doveroso, rettificare. Non mi addentro in giustificazioni o discolpe. Avevo delle informazioni errate e le ho prese per buone. Sono stato smentito con dei dati precisi, e quindi correttezza esige che lo si dica ai propri lettori. Caso chiuso

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