Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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L'Editoriale » Un nuovo (vecchio) Presidente della Repubblica

giorgio naplitanodi Alessandro Bottero

Dovremmo parlare di fumetto. Dovremmo parlare di Napoli Comicon, alle porte, che dice di “farcela con le nostre forze e la passione dei volontari”, e poi prende 200.000 euro di contributo perché “promuove il turismo verso Napoli”. Dovremmo anche dire che questi 200.000 euro, se ci basiamo con il quadro economico riepilogativo del Comicon 2010, reperibile online, e documento ufficiale in quanto redatto dal Comicon stesso (vedi QUI), coprono se non tutte il 90% delle spese del Comicon, ospiti compresi, quindi non si capisce perché gli editori dovrebbero pagare, visto che le spese sono coperte. Se poi invece gli editori devono pagare per assicurare il guadagno all’organizzazione il discorso è diverso e bisognerebbe parlare molto chiaramente se sono gli editori a pagare gli stipendi dei dipendenti delle strutture che organizzano le mostre mercato.

Dovremmo parlare di tante cose, ma siccome siamo cittadini italiani e non viviamo in una bolla separata dalla società civile oggi parliamo di altro. Parliamo dell’elezione del presidente della repubblica e dello spettacolo al limite della farsa che si è sciorinato in questi giorni (mesi).

Il punto è molto semplice, ma richiede l’esercizio di un minimo di memoria storica, cosa sempre più difficile in un’epoca dove l’attenzione dura quanto un “mi piace” su internet. E da un giorno all’altro si riazzera tutto.

Nell’autunno del 2011 il governo di Berlusconi si dimette e viene formato un governo di tecnici a guida Mario Monti. Per l’Italia è stata una disgrazia, ma non è questo l’importante. Monti diventa Presidente del Consiglio dei Ministri. Tutti sono felici che Berlusconi è sparito, e siccome per tre mesi Berlusconi si tira fuori dalla vita politica, TUTTI gli opinionisti e i giornali di tendenza, stabiliscono come dogma di fede che il centro destra imploderà. Il PDL si dissolverà, e prima o poi il centro sinistra trionferà alle prossime elezioni. Per un anno i sondaggi, TUTTI i sondaggi e TUTTI gli opinionisti pagati fiori di migliaia di euri da giornali e TV, scrivevano una realtà per cui il centro destra era ormai al 10, forse al massimo al 13%, e il centro sinistra minimo minimo al 40%. Chi era più pessimista lo dava al 35%. Un sondaggio al giorno e il PD ci crede. Bersani (e con lui il gruppo dirigente) si convince che vincerà le prossime future elezioni, e si convince che basta tenere buono Renzi per stravincere e diventare il prossimo Presidente del Consiglio. Il primo Presidente del Consiglio proveniente dal vecchio PCI, non nominato dal Presidente della Repubblica senza essere passato per le elezioni (come era successo a D’Alema nel 1998), ma trionfalmente eletto dai cittadini. A Bersani sarebbe riuscito quello che non era riuscito ad Occhetto nel 1994, con la sua “gioiosa macchina da guerra”. Per tutto il 2012 i sondaggi confermano questa realtà: il centro sinistra è SEMPRE in testa, e il PD è SEMPRE il primo partito. Il PDL è SEMPRE distrutto e ridotto a una forza residuale, e così via. E ovviamente nei sondaggi Grillo e il Movimento 5 Stelle sono visti come dei simpatici coglioni che potranno al massimo sfiorare il 10%, ma forse nemmeno l’8%.

Poi si arriva alle elezioni. I sondaggi sono SEMPRE allineati sulla narrazione ormai accettata da tutti: si voterà e il centro sinistra, ossia PD e SEL arriverà TRANQUILLAMENTE al 35/38%. Stravincerà alla Camera, e al Senato avrà qualche difficoltà ma sicuramente avrà una maggioranza tranquilla. Mica come Prodi nel 2006, che ancora se lo ricordano e si svegliano di notte sudati.

Unica differenza dai sondaggi del 2012 il partito di Mario Monti (che adesso finge di non averlo voluto e dice che lui non c’entra nulla con Scelta Civica, ma voleva solo dare una scossa al paese….e poi dicono che non bisogna dire le bugie…..) che veniva accreditato SICURAMENTE oltre il 15%.

Ci avviciniamo alle elezioni, con il PD strasicuro di vincere. Vorrei spiegarmi meglio. Ci sono delle sicurezze solo razionali, ma non coinvolgono i sentimenti. Sei sicuro di una cosa, ma poi capita che ti sbagli, e accetti lo sbaglio, perché la sicurezza non coinvolgeva te stesso come persona, come struttura profonda del tuo essere.

E ci sono invece delle sicurezze totali, granitiche, talmente sicure che su di esse fondi la tua vita. Sono quelle sicurezze che quando si rivelano sbagliate si dice “poveretto, è finito proprio sotto un treno!”. Sono quelle cose di cui sei talmente sicuro, che poi quando le cose NON vanno come eri sicuro, hai un trauma. Ma non “mi sento poco bene, mi siedo un attimo, prendo aria e sto subito meglio”. No. Un trauma alla “Chi sono io? Chi siete voi? E ora che faccio????”, tipo esaurimento nervoso, ma di quelli tosti. E ci vogliono ANNI per riprendersi.

Ok, allora elezioni. PD sicuro di vincere. Bersani SICURO di essere il prossimo capo del governo. HA battuto Renzi alle Primarie con oltre il 60%, quindi gli vogliono bene. È un tipo serio, responsabile. Berlusconi non esiste più. Lo dicono i sondaggi. Mi posso permettere di dire “Berlusconi? Bah…. Ma ancora ne parliamo?” Grillo? Non conta niente. Posso permettermi di prenderlo in giro per tutta la campagna elettorale, o di accusarlo di essere fascista. Tanto cosa me ne frega? Io governerò, io avrò la maggioranza, e Grillo al massimo avrà il 5/8% dei voti.

Poi succede che la realtà raccontata dai sondaggi, da Repubblica, dai mezzi di informazione contigui e collusi con gli interessi di potere che sostengono il centro sinistra si riveli una colossale menzogna.

Non è vero che il PD è amato da tutti. Non è vero che Monti è amato dagli Italiani. Non è vero che Grillo è un fascista capo di un partitino residuale. Non è vero che il PDL è imploso.

Non è vero NIENTE di cosa è stato raccontato per oltre un anno.

E dal giorno dopo le elezioni il PD è sotto un treno. Bersani è sotto un treno. Il gruppo dirigente è sotto un treno. E non riesce a mettere in piedi una strategia che abbia un minimo di logica e senso della realtà.

Bersani e il PD non accettano che la realtà sia diversa da quella che gli avevano raccontato, e cercano di costringere la realtà reale, negli schemi della realtà raccontata.

Chi ha vinto le elezioni? Il centro sinistra ed in particolare il PD. Chi dovrebbe vincerle, scusate? Ce lo siamo detti per mesi che l’avevamo già vinte, quindi le abbiamo vinte, no?

Chi deve essere Presidente del Consiglio? Bersani. Chi dovrebbe farlo, scusate? Ce lo siamo detti per mesi che l’avrebbe fatto lui, quindi adesso lo fa, no?

Chi lo sceglie il Presidente della Repubblica? Ma il centro sinistra, perché ha vinto le elezioni. Chi dovrebbe sceglierlo, scusate? Ce lo siamo detti per mesi che lo sceglieva chi vinceva, con un grazioso e cortese aiuto da parte di chi si aggregava, quindi abbiamo vinto noi e lo scegliamo noi, no?

In letteratura medica questo si chiama “rifiuto di accettazione della realtà”, o più freudianamente “mancanza del Principio di Realtà”. La Realtà non è quella che è reale, ma quella che IO voglio sia reale.

E veniamo al Presidente della Repubblica.

Napolitano ha detto circa 58 volte “io non mi ricandido. Non lo trovo corretto, e anzi sarebbe ridicolo”.

Bersani dopo essersi rotto la testa per formare un governo prova le seguenti strategie

1 - intesa con altri partiti, perché da solo non ho i voti per eleggere un mio candidato. Quindi, dopo aver sputato addosso a Berlusconi per mesi, gli dico “senti, io ti dico qualche nome per il presidente della repubblica. Tu ci dici quale preferite voi della destra, e poi lo votiamo assieme, ti va bene?”

Risultato: Franco Marini candidato. Potenzialmente Centro sinistra e centro destra hanno uniti i voti per eleggerlo al primo scrutinio. Risultato: Centro destra che lo vota, centro sinistra che si spacca. Marini non viene eletto perché circa 100 persone dello schieramento di centro sinistra vanno contro gli impegni espliciti ed ufficiali del partito.

2 – a questo punto invece di insistere per altre tre votazioni e far eleggere Marini, che ufficialmente è il candidato che unisce centro destra e centro sinistra, e che può contare su 620 voti ricevuti, quando al quarto scrutinio ne servono solo 504 (parliamo di una giornata, non di sei mesi di votazioni), il PD va totalmente nel pallone e non sa che pesci pigliare.

3 – la strategia è quella di prendere tempo per il secondo e terzo scrutinio , votando scheda bianca, nulla, o non votando, quindi con scarso rispetto della votazione in sé, mentre i capi del PD cercano di trovare un’alternativa.

4 – la soluzione è di cambiare di 180# la strategia. Se si è cercato un candidato che unisca, ora invece vogliamo far vedere a tutti che abbiamo i muscoli e ce la possiamo fare da soli. L’assemblea dei grandi elettori del centro sinistra vota all’unanimità di proporre Romano Prodi, come candidato al quarto scrutinio, dove servono solo 504 voti. Prodi sulla carta dispone di 496 voti potenziali. Ne mancano 8.

8 voti si possono recuperare se sei considerato un interlocutore solido ed affidabile. Ossia, detto molto terra terra, se chi ti da il voto, sa che sei in grado di restituire il favore.

Risultato: Prodi ottiene 395 voti, politicamente una catastrofe. Il centro destra si è rifiutato di votare, uscendo dall’aula. Il movimento 5 Stelle ha votato (come sempre) il suo candidato ufficiale Stefano Rodotà, SEL ha votato compatta Prodi, quindi il punto è che Bersani non è stato capace di controllare il suo partito, dove circa 100 persone hanno votato una cosa la mattina alle 9:00 e poi ne hanno fatta un’altra alle 10:00.

A questo punto le strategie sono saltate. Il PD è precipitato in uno psicodramma come solo la sinistra italiana può offrire. Il centro destra (credo) lo stia osservando stupefatto, perché non credeva possibile tutto questo. E il movimento 5 stelle gongola.

5 – Bersani disperato e non sapendo più cosa fare, ma soprattutto non volendo a nessun costo accettare di votare Rodotà pur di non darla vinta a Grillo, decide di rivolgersi a Berlusconi (lo stesso che ha insultato per tutta la campagna elettorale) chiedendogli di andare assieme da Napolitano per implorarlo di restare.

Esatto: implorarlo. Qui non si tratta di chiedere, ma di supplica. Di dire “non sappiamo più che fare. Ti prego, resta.” Si tratta di ingoiare il rospo di darla vinta su tutta la linea a Berlusconi, pur di non votare il candidato di Grillo, ossia Stefano Rodotà, che solo perché ha accettato di essere il candidato di Grillo, da fine intellettuale e stimato costituzionalista è diventato un povero professore svagato che non si rende conto di che cazzo di populisti demagogici si è messo vicino.

Bersani oltretutto nel suo totale abbandono di ogni senso logico, pur di avere al suo fianco Berlusconi ad implorare Napolitano, ha sacrificato il suo alleato, ossia SEL, che ha votato CONTRO la rielezione di Napolitano.

Nella primavera del 2012 si dava per certa l’implosione del centro destra.

Nella primavera 2013 è una realtà il suicidio del centro sinistra.

Allora, per concludere, Napolitano è una scelta sbagliata? Sì. Lo è.

Lo è perché Napolitano significa:

A - non siamo capaci di gestire la cosa. Nonno, per favore ci pensi tu?

B – Grillo mi sta sul cazzo a priori, anche se propone come Presidente la stessa persona che fino a un mese fa era un santo laico, perché era anti-berlusconiano

C - non sono stato capace di avere il controllo sui miei uomini e non sono stato capace di gestire il rapporto con il mio alleato.

D - affidarsi per un ruolo di tale importanza ed impegno (opinione di tutti), a un uomo di 87 anni, che quindi sarà presidente fino a 94, FORSE è un messaggio un pelino incoerente, se lo mettiamo accanto alla necessità di rinnovare e svecchiare il sistema sociale italiano.

E - e soprattutto significa che il PD ha ammesso platealmente in QUESTA situazione di essere incapace di governare, se non si accorda con il PDL. Quindi avendo implorato Napolitano di restare, quando Napolitano dirà “adesso poche chiacchiere e fate un governo di larghe intese, e non voglio discussioni”, è difficile che il PD dica “no, con Berlusconi no, perché è ineleggibile.”

Hai voluto la bicicletta (Napolitano, al posto di Rodotà)?. E allora adesso caro PD pedali (fai il governo assieme a Berlusconi, malgrado ti sia riempito la bocca per mesi di “con lui mai!”)

E alle prossime elezioni, o a luglio o a ottobre, Grillo non avrà solo il 25%, ma arriverà al 40%.

E allora davvero ci sarà da ridere.

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