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L'Editoriale » Fiera del Libro di Bologna 2013: trattative, rumors e riflessioni

fiera del libro bologna 2013di Alessandro Bottero

Ogni anno editori e esponenti del mondo del fumetto vanno in pellegrinaggio a Bologna, in occasione della Fiera del libro per ragazzi. Ci si va per incontrare gli agenti, per parlare con gli editori, per rinnovare i contratti, per prendere nuovi contatti, per rubacchiare qualche idea gironzolando qui e lì tra i padiglioni, e per cogliere le novità del mercato.

Cosa è successo di interessante?

Per prima cosa vediamo fatti e notizie relative al mondo del fumetto. Poi ci allargheremo a considerazioni più ampie.

Una cosa sicuramente interessante è l’interesse della Panini Comics per Philippe Druillet. È successo che la Glenàt ha pubblicato Delirous 2, di Druillet, e quindi la serie di volumi dedicati a Lone Sloane (il personaggio simbolo dell’autore francese) è grossomodo completa.La Paninicomics, dopo l’esperienza di Moebius, per ripetere l’esperimento di edizioni assolute di maestri del fumetto francese ha richiesto alla Glenàt i diritti di Druillet. Attualmente ci sono due offerte per questo autore, e la Glenàt deve decidere a chi darlo. Una cosa però è certa: Druillet tornerà in Italia, in una nuova edizione di assoluto prestigio.

Un’altra cosa interessante è il fatto chela Panini Comics abbia fatto davvero man bassa di diritti nel settore americano. Ho parlato con vari agenti e case editrici e in pratica gli sketch avevano questo andamento “salve. È libero quel titolo?” “no. L’ha preso la Panini.” “Ah. E quell’altro?” “anche”. “uhmm… e quello lì, che non se lo filava nessuno fino a due settimane fa?” “Panini, sorry”.

Un po’ un discorso da pesca a strascico. Ramazzo tutto, e poi vedo che prendo. Male che va l’ho preso io, e non ce l’ha qualcun altro. Con questo discorso abbiamo titoli come The Massive (Dark Horse) o Pigs (Image), o Hack & Slash (Image)  ormai arrivati in casa Panini. Esatto… HACK & SLASH. Quello che ha pubblicatola Fun Factory tempo fa. L’ha preso la Panini.

Un titolo francese interessante, apparso nella collana dei Classici Oro di repubblica, e poi pubblicato anche da Planeta-De Agostini è I Maestri dell’Orzo. Da quel che ho colto dovrebbe farlo la RW-Lion.

Per Lucca dovrebbe uscire il primo volume di Prince Valiant, e questa è una GRANDISSIMA notizia. Non ne ho la certezza, ma diciamo che il curatore si è preso un mezzo impegno a farlo uscire per Lucca.

In giro per i padiglioni si vedevano volti assai noti come Antonio Scuzzarella (001), Michele Foschini (BAO!), Daniele Brolli (Comma 22), Francesco Meo ed Enrico Ventura (prima erano GP, ora boh… forse edizioni BD, ma non voglio sbagliare), Andrea Rivi e Giovanni Ferrario (ReNoir), Pasquale Ruggiero e Andrea Melloni (Magic Press) , Emanuele Di Giorgi e Massimiliano di Clemente (Tunué), Luca Presicce (Wombat). C’era pure una nutrita pattuglia di Panini-Men (e vorrei pure vedere! fanno la pesca a strascico, devono ripassare tutti gli stand, no?) che tra una tonnara e l’altra bivaccava al bar. I più eleganti erano senza dubbio Meo e Ventura, con giacca e cravatta, mentre Scuzzarella si difendeva con un blazer di taglio signorile. Il resto oscillava da il look street fashion e il puro e semplice sto’ sfatto dopo sedici ore a parlare in inglese maccheronico e girare tra gli stand come una pallina di flipper.

Allargando un attimo le considerazioni all’universo intero ed al mondo del libro, cosa dire?

A - La fiera è molto più piccola ormai di quella che era anni fa. attualmente occupa 4 padiglioni (25-26-29-30), mentre negli anni d’oro si arrivava ad occupare anche i numeri 21-22-35-36.

B - l’orizzonte della fiera non può essere definito mondiale, ma al massimo “dell’emisfero nord”. Forte presenza europea (chi più chi meno… Italia, Germania, Francia, Spagna, Inghilterra molto presenti, tutto il resto un po’ meno), Stati Uniti e Canada bene. Ma poi stop. L’Africa (un CONTINENTE)  aveva uno stand. Non un padiglione, uno stand che era un quarto di quello della Warner. E in questo stand erano presenti otto editori di un cinque/sei paesi. Ci sono passato ed era una desolazione unica. Una sola incaricata, che teneva a bada tutto, e nessuno che si affacciava per guardare. Stesso discorso , sia pure con meno desolazione perché allo stand c’era più gente, per lo stand collettivo del Sudamerica. Un continente tutto compreso in uno spazio che è un quarto di quello usato dalla Warner o dai grossi editori. Lo stand Play Press era almeno il triplo di quello del Sud America. Cavolo, a momentila NORVEGIA e l’ISLANDA messe assieme avevano più spazio dello stand collettivo sudamericano!

C - Il Paese ospite era il Brasile. Lo stand ufficiale mi è parso un po’ sottotono. Crisi di Cruzeiros?

D - Curioso vedere come lo stand (grosso) di Taiwan era nello stesso padiglione e vicino a quello della Cina. Ricordo anni in cui Taiwan era ospitata nel padiglione con gli Stati Uniti, e assolutamente NON nello stesso della Cina. Ora invece profilo basso, e poche polemiche.

E - la Cina….erano presenti almeno dieci (e probabilmente anche di più) stand GROSSI di tipografie cinesi che offrivano alle case editrici europee e mondiali prezzi concorrenziali. Per l’industria tipografica cinese l’occidente (europa e america) è terra di conquista. Prezzi bassi, qualità ormai elevata, ormai chi si salva? E il punto è che paradossalmente, pur con tutta la dogana, pur con tutto il trasporto, a volte costa meno stampare fumetti (o libri, non cambia nulla) italiani in Cina e farli ritornare qui. E infatti alcuni editori italiani lo fanno. E dalla Cina arrivano sempre più tipografie che si fanno pubblicità. Ripeto, mi pare di averne contate almeno dieci, ma probabilmente erano molte di più

F - Non ho visto stand o effetti speciali strappapplausi dedicati agli e-book. Ho visto ancora molta carta. Molti prodotti collaterali al libro (cut up, giochi, activity), ma poco digitale. Probabilmente è colpa mia che non l’ho visto, ma ormai invecchio e i neuroni si consumano.

In sintesi una Fiera interessante, ma un po’ in sordina. 

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