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L'Editoriale » Roma Comics & Games 2013: terza edizione interlocutoria

romacomics-editorialedi Alessandro Bottero

La primavera romana è dolce, e regala tranquillità e rilassatezza. Ma forse anche leggero compiacimento. L’anno scorso dicevamo che Roma Comics & Games aveva superato i numeri della prima edizione, attestandosi grosso modo su 25.000 presenze nei tre giorni, con risultati più o meno soddisfacenti. Bisogna dire invece che questa edizione 2013 nella migliore delle ipotesi ha tenuto il passo con l’anno scorso, ma non ha registrato un incremento. Tra i vari standisti/espositori a cui ho chiesto un’opinione, gli unici parzialmente soddisfatti sono stati quelli di Ronin/Kappa, i quali molto sinceramente hanno detto che in una situazione di mostre mercato che vede un calo medio del 30% rispetto all’anno precedente, questa Roma Comics & Games terza edizione è andata bene perché grossomodo i numeri sono stati gli stessi della primavera 2012. Gli altri, chi più chi meno, invece hanno dovuto ammettere un calo di vendite.

Il punto di vista commerciale quindi non è stato soddisfacente. Certo, questo è ormai un problema comune a quasi tutte le manifestazioni, tanto che verrebbe da chiedere agli editori “scusate, ma perché andate alle manifestazioni se regolarmente ci perdete soldi?”, ma poi verrei accusato di mettere bocca in casa altrui e quindi la smetto.

Vediamo però anche altri punti di vista.

Editori presenti? Sei. Bottero Edizioni, Cagliostro e-Press, Ronin/Kappa, 001, Mercury, e ANAFI. E includo l’ANAFI nel novero degli editori, perché è indubbio che svolga una preziosa ed insostituibile opera editoriale. Novità? Pochissime. Una della Ronin, due della 001, il primo numero del progetto Golden Age Mystery Men per Caglisotro e-Press e poche altre qui e lì. Indubbiamente poco, molto poco. C’era il primo numero di Shadowplay, di Pierpaolo Pasquini, dell’associazione culturale Prankster. Ma poco altro. E se un tempo le manifestazioni erano anche (so che le fumetterie mi odieranno per questo), uno dei luoghi dove si andava per poter vedere delle novità editoriali in anteprima, beh, questo elemento sta svanendo.

Cosa c’era di interessante? Sicuramente il libro di Alvaro Zerboni La mia vita come un romanzo a fumetti, pubblicato in tiratura limitata di 100 copie da Nuvoloso. È un libro assolutamente favoloso, a colori, pieno di illustrazioni inedite dei massimo autori della storia del fumetto italiano e non, che racconta la storia di uno dei personaggi capitali nella storia del fumetto Italiano, colpevolmente ignorato e dimenticato dai più. Nella storia del fumetto italiano Alvaro Zerboni ha la stessa importanza di un Sergio Bonelli o di un Luciano Secchi, e il fatto che la sua autobiografia sia stata pubblicata da un’associazione culturale in una tiratura così esigua, perché nessun editore sia stato talmente intelligente da pubblicarla in modo più capillare la dice lunga sulla insipienza culturale di chi si fregia del nome di editore. Magari saranno bravissimi a leggere i bilanci e le partite doppie, ma di fumetti non capiscono un emerito BEEEEP. Onore e massimo rispetto a Nuvoloso per aver salvato questo testo dall’oblio in cui stava per cadere. Infatti dovete sapere che l’editore originale di questo libro doveva essere Coniglio, editore di cui si può dire tutto, meno che non conoscesse davvero il fumetto . Poi, quando la Coniglio ha chiuso, si è fatto avanti Nuvoloso e ha pubblicato il tutto in 100 copie numerate, di cui solo 40 destinate alla vendita. Se volete spendere dei soldi in modo intelligente, contattate Nuvoloso, e acquistatelo. Tanto a me non ne viene niente in tasca, quindi lo dico assolutamente al di sopra delle parti.

Altre cose interessanti? Sicuramente il primo numero di Golden Age Mystery Men, dedicato agli eri della Nedor, pubblicato da Caglisotro e-press. SO già cosa penseranno i soliti bamboccioni dei bar e dei forum “Bottero parla bene dell’amichetto suo”. No. Bottero parla bene si un BEL volume. E sono contento che l’abbia pubblicato Giorgio Messina con la Cagliostro e-press. Il problema della Golden Age e dei fumetti di pubblico dominio è al tempo stesso complesso e semplice. Semplice se si vuole usare il buon senso, complesso se ci si ostina a non voler capire le cose semplici. Comunque, ora si parte con la Nedor. Poi chissà cosa porterà il futuro. Un’altra novità era Gli Amici di Pancho Villa pubblicato da 001, volume interessante, e che sicuramente troverete anche a Mantova Comics.

Di interessante però c’era altro. C’era il fatto che quasi ogni stand di negozianti di fumetti prevedesse una sezione “scontata”. Diciamo le cose come sono. I manga te li tirano dietro. Ci sono ormai decine di stand dove vedi le scritte “manga 1 euro”.  Cosa però ancora più grave (o interessante, dipende dai punti di vista), è che c’erano molti stand dove trovavi materiale arretrato Magic al 50% o al 30% di sconto. Alcuni stand dove trovavi materiale arretrato Planeta (poche cose, ma c’erano), al 50%. E anche materiale panini, o Lion, sempre al 50%. Non moltissimo (ma anche albi di Before Watchmen a 1 euro), ma c’era, e la cosa non è tanto tranquilla. Significa che io negoziante ho bisogno di fare cassa immediata e quindi pur di tornare a casa lunedì con liquidi che mi servono subito per tamponare dei buffi qui e lì, prendo il magazzino che mi sono riempito negli anni scorsi, fidandomi dei comunicati sui cataloghi che magnificano qualsiasi cosa, e lo svendo pur di incassare qualche euro.

Che altro ho visto di interessante? Ho visto il primo numero di Batman Chronicles, della Lion, cartonato grosso e costoso, che sostanzialmente ristampa le storie presenti sulla vecchia collana Gli Archivi di Batman della Play Press. Questo volume costa oltre 100 euro, ed è un volume grosso, credo si parli di un formato 24 X 34 minimo, con il problema che Batman Chronicles è una collana della DC Comics di paperback  brossurati formato 17 x 26, che ristampano in versione ECONOMICA gli archives, su carta poco pregiata. Allora mi chiedo….se l’originale americano ha un formato 17 x 26, e costa circa 10 dollari... .perché tradurlo in una vesta italiana molto più grande (con effetti di sgranamento del tratto), e aumentando il costo del prodotto di 10 volte, portandolo da dieci dollari a circa 100 euro? Un conto è pensare “questo prodotto in italia si vende con difficoltà”. Un altro è aggiungere difficoltà a difficoltà. Se non si è capito questo modo di proporre Batman Chronicles della Lion non mi trova d’accordo.

Altre cose interessanti? Sicuramente i cosplayer, sempre tanti e sempre sereni nel loro divertirsi fregandosene di cosa dica il mondo del fumetto. E fanno bene. Divertitevi, invadete tutti gli spazi, portate un po’ di sana follia in questo mondo, e non date ascolto a chi dice che rovinate l’immagine del fumetto. Chi si lamenta per questo, nove volte su dieci è un povero frustrato che vorrebbe mascherarsi anche lui, ma che non ne ha il coraggio.

Parlavo in apertura di primavera, e non a caso. Cosa ha danneggiato molto Roma Comics quest’anno, secondo me? Il fatto che Romics sia tornato ad avere una edizione primaverile. Sentivo nel’etere della manifestazione aleggiare questa domanda ”ma se un ragazzo ha a disposizione 100 euro da spendere in manifestazioni del genere, perché non dovrebbe tenerseli da parte per Romics, visto che ci sarà tra appena un mese?” Infatti Romics ci sarà dal 4 al 7 aprile 2013, ed è evidente che la vicinanza tra le due manifestazioni non può che andare a discapito della più piccola. Roma Comics ha sicuramente sofferto il ritorno di di Romics in primavera, e quindi la famosa primavera romana di cui si parlava si è rivelata pericolosa.

Due manifestazioni nella stessa città a distanza di un mese, con al 90% la stessa offerta, non possono coesistere senza che qualcuno ci rimetta. E il buon senso ci dice che se ho un budget limitato e due occasioni ravvicinate, istintivamente mi orienterò verso la manifestazione più grossa e con più stand, perché ho più possibilità di scelta. Non è cattiveria. È un fatto.  E Roma Comics, se vuole continuare, dovrà riflettere seriamente e a fondo su questo punto.

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