- Categoria: Editoriali
- Scritto da Super User
- Visite: 40624
- Stampa
L'Editoriale » La stanca pseudo-satira di facile successo
di Alessandro Bottero[09/11/2009] » Che succede se sei un editore? Che, diciamoci le cose come stanno, con il lavoro di editore non ci vivi. Signori, lettori, passanti, aspiranti…prendete nota! Se fai l’editore in proprio (ossia NON se sei un DIPENDENTE di un GROOOOOOOOSSO gruppo editoriale), nove volte su dieci dall’editoria non ci ricavi i soldi per vivere. Se ti va bene ti levi lo sfizio di pubblicare le cose che vuoi pubblicare te. E, va detto, che non è una cosa da sottovalutare, in termini di soddisfazione personale. Ho voglia di pubblicare questa cosa che mi piace, i soldi sono i miei, me ne frego se ce li rimetto, ho il diritto di pubblicarlo. Chiaro, semplice, lineare.
Io ammiro questo modo di ragionare. È semplice. Sono l’editore, mi piace il fumetto (sì, perché adesso parliamo di fumetti) XX, ci metto i miei soldi, lo pubblico. Punto.
Mi andava di farlo. L’ho fatto.
Questo diritto (usare i propri soldi per pubblicare quello che uno VUOLE pubblicare) è alla base dell’editoria indipendente. E lo sostengo. Anche quando l’editore X pubblica una cosa che a me non piace. È un SUO diritto.
Ok. Poi però c’è il MIO diritto di dire cosa penso di quel fumetto pubblicato da lui.
Diritto di usare i propri soldi.
Diritto di dire “sono soldi buttati”.
Non è che siccome IO decido che pubblicare un libro di storie contro il ministro Giorgia Meloni, allora TUTTI dobbiamo dire “Giusto! Ottimo! Un vero esempio di democrazia!”
No. Grrrzetic ha il diritto di pubblicare quello che ritiene giusto, Spataro ha il diritto di perdere tempo…oops… volevo dire creare storie di finissima satira, e io ho il diritto di dire “Tempo e soldi sprecati”.
O devo A PRIORI essere d’accordo con qualsiasi puttanata che si pubblica contro il governo Berlusconi, perché in Italia “c’è bisogno di più dissacrazione e blasfemia!!!!!”??
No, perché se è così ditemelo, che una volta di più avrò la conferma dell’infantilismo cronico di critica/lettori/esperti del fumetto italiano (esclusi i presenti, ovvio…..).
Cerchiamo di essere chiari: Alessio Spataro pubblica su un blog alcune storie contro il ministro Giorgia Meloni, raffigurandola come una nana violenta, fascista, ignorante, razzista, con la vagina puzzolente, e tutto il solito campionario di cliché da film alla Alvaro Vitali (peti, merde, doppi sensi, e altro).
Da una vita sul blog il tutto diventa un volume a fumetti, edito da Grrrzetic, e presentato a Lucca 2009.
Scoppia la polemica, e il dorato mondo del fumetto decide: Spataro è il nuovo martire della causa, e occorre difendere il volume ad oltranza! Non importa se anche il Manifesto dice che è un volume volgare. È evidente che anche il Manifesto ha tradito la causa, ed è diventato Pro-Berlusconi!
Se vuoi essere accettato nel giro che conta, devi dire che “La Ministronza” (questo l’elegante titolo) è il fumetto più importante del momento.
Questo il dato ad oggi.
Ma la domanda è: state scherzando?
Cioè….QUESTA sarebbe satira? Satira? Ma lo sapete cos’è la satira? Guardate che tirare la merda addosso alle persone NON è satira. Guardate che una scoreggia in piscina NON è satira. Guardate che la volgarità fine a se stessa NON è satira.
Ma siccome sono tutte cose che vanno contro un ministro del governo Berlusconi allora vanno bene.
Tra Spataro che chiama la Meloni “La Ministronza”, e Berlusconi che dice alla Bindi “Lei è più bella, che intelligente”, che differenza c’è?
Nessuna.
O sono entrambe due battute infelici, o è satira in entrambi i casi.
Però tutti a difendere la Bindi, e tutti a difendere Spataro. Non vedete incongruenze?
Il punto però è un altro: Spataro voleva fare satira. Quindi voleva suscitare nel lettore il riso. Il divertimento.
Io il libro l’ho letto (quindi so di cosa parlo). A me non ha fatto ridere.
Pino Zac mi faceva ridere.
I Quaderni del Sale, mi facevano ridere.
Il Male mi faceva ridere.
Rutti, peti, merda, e cliché scatologici non mi fanno ridere.
Sono noiosi.
La Ministronza è noioso, perché non è satira. È un volantino ideologico, didascalico. In una parola noioso.
Ps. Ci sarebbe poi da fare un discorso per cui molti che adesso elogiano Spataro, prima dicevano che pubblicare su carta i fumetti e le vignette apparse sui blog era sbagliato, ma lasciamo perdere.
Ho smesso da anni di aspettarmi coerenza da esperti/critici di fumetto.