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L'Editoriale » Giornalismo Online? Mamifacciailpiacere!!!

giornalismo_miniOvvero, come cialtroneggiare in rete proclamandosi giornalisti ed essere felici (perché tutti abboccano!)

di Alessandro Bottero

Come state? Spero bene. Ultimamente pare che il tema del momento sia come si faccia giornalismo online. Tutti sanno come si fa, e tutti sanno come si deve essere bravi giornalisti. Quasi tutti quelli che lo sanno poi, nella realtà non hanno mai fatto i giornalisti, ma questo è un altro discorso.

Non divaghiamo. Siccome tutti sanno come si deve fare i giornalisti (online o meno), e siccome qui non siamo da meno degli altri, ecco perché parte un mini corso di giornalismo online, in cui vi dirò cosa sia per me il giornalismo online, come ci si debba comportare se si decide di fare del giornalismo online, e soprattutto cosa NON sia il giornalismo online. In un certo senso è lo stesso percorso logico con cui ho affrontato gli argomenti delle Grafic Novel , e dell’Autoproduzione, anch’essi oggetto di un ciclo di articoli cadauno.

Procediamo con ordine.

Prima domanda: esiste il giornalismo online? E più in genere, esiste il giornalismo?

Per rispondere a questo interrogativo dobbiamo avere chiaro cosa sia il giornalismo. Una rubrica di opinioni personali su tutto e tutti, da sola, non è giornalismo. Una recensione o molte recensioni, da sole, non sono giornalismo. Un’intervista o molte interviste, da sole, non sono giornalismo.

Che definizione possiamo trovare del giornalismo?

Wikipedia ci dà questa: “Il giornalismo è la professione di chi, operando nel mondo dell'editoria, è specializzato nella raccolta, nell'elaborazione e nella trasmissione di notizie".

Ossia, lavorando su questa definizione, potremmo dire Il giornalismo è quella particolare forma di narrazione (scritta, parlata, o visiva), che partendo da un dato (raccolta notizie), le collega assieme in uno schema narrativo coerente (elaborazione), e la propone ad altri (trasmissione).

Il giornalismo è indissolubile dalla notizia. Se non c’è notizia, non c’è giornalismo. Al massimo c’è riflessione, od opinione. Ma non giornalismo.

Infatti il giornalista è diverso dall’opinionista, o dall’esperto di settore, o dai divulgatore, o anche dal cronista.

Il giornalista è colui che coglie i fatti, e non li riporta e basta, ma li riporta in modo chiaro e preciso al lettore, inserendoli in un contesto che li valorizza, e li rende comprensibili sia per quel che se ne vede alla superficie, sia per quel che si nasconde dietro la superficie della notizia.

Il cronista, volendo usare queste definizioni in modo molto sommario, è quello che riporta i fatti. Il giornalista è quello che PARTE dai fatti, e da lì riesce a costruire una narrazione che va al di là del fatto, e spiega – o tenta di spiegare - tutti i possibili “segreti” del fatto. Questa idea del giornalismo nasce nel mondo anglosassone, nella seconda metà dell’800, con le prime inchieste giornalistiche circa le condizioni dei poveri dell’East End di Londra, e trova poi la sua massima espressione nella stampa americana del XX secolo. Indimenticabile la figura del direttore Ed Hutchinson, interpretato da Humphrey Bogart nel film L’ultima minaccia, diretto da Richard Brooks nel 1952. “È la stampa, bellezza, la stampa. E tu non ci puoi fare niente… niente!

Quindi si ha giornalismo, e si è giornalisti, quando si parte dal fatto, per darne una lettura, non per “dirlo e basta”.

Veniamo al giornalismo online. Un mero copia e incolla di comunicati stampa, o di notizie provenienti da altri siti, non è giornalismo. Proporre ai propri lettori un report magari da una manifestazione estera, tipo il San Diego Comicon, limitandosi a prendere i comunicati o le notizie apparse su altri siti, ed a tradurli, e spacciare il tutto come “Il Sito X al San Diego Comicon! In Esclusiva per i nostri lettori!” è una buffonata, che si può scusare solo con il fatto che il 90% dei siti dove si farebbe giornalismo sono “tanto pieni di entusiasmo e di passione!” Ok, siete tanto passionali, ma di giornalismo non ci capite niente.

Copia-e-incolla, o mera traduzione (sia pure adattamento) di notizie altrui, non sono giornalismo. Sono solo RACCOLTA DI NOTIZIE ALTRUI. Non fraintendetemi. Non c’è nulla di male nel raccogliere, tradurre ed organizzare in modo agevole notizie realizzate da altri. È una cosa piacevole, e bisogna ringraziare chi lo fa gratis, spinto dalla passione e dall’amore per il fumetto. Solo non chiamatelo giornalismo.

Sennò domani invito un po’ di amici dicendo loro che so cucinare molto bene, e quando arrivano li faccio sedere, arrivo con una scatoletta di carne, la apro e gli do la carne in scatola dicendo “Ti piace? Hai visto come cucino bene?”. Ma io non ho cucinato. Io ho solo APERTO UNA CONFEZIONE, dove i contenuti erano stati realizzati da altri.  Io posso benissimo attribuirmi il merito di aver scelto la marca di carne, di averti fatto sedere comodo, di non averti fatto girare per tutto il supermercato….ma non di aver cucinato.

Allora chi raccoglie le notizie, e le organizza in modo di facile lettura sul suo sito, fa qualcosa di utile e meritorio. Ma NON fa giornalismo. Evitiamo di chiamarlo con questo nome, perché sennò contribuiamo ad alimentare il mito di un magma indistinto dove TUTTO è giornalismo: i blog, gli sfogatoio personali, i copiaincolla, le recensioni, e così via.

No. Il giornalismo (e quindi il giornalismo online, e quindi il giornalismo online dedicato ai fumetti) si ha quando si parte da delle notizie, e si propone una chiave di lettura.

Poi il lettore può anche non essere d’accordo, ma almeno ha di fronte uno sforzo di rielaborazione PERSONALE della notizia, da parte del giornalista.

Ma come si devono dare queste notizie?  Ne parliamo la prossima volta. Non perdetevela.

giornalismo

Journalism di Steve Garfield

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