Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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L'Editoriale » Il fumettomondo ha un problema con i siti di informazione

afnewsridotto2Ovvero, quasi quasi, ci vorrebbero gli Stati Generali dell’informazione a fumetti.

di Giorgio Messina

Stamattina il fumettomondo si è svegliato con un nuovo problema: il rapporto con i siti di informazione. 

E’ bastato che anche nel mondo del fumetto un sito di informazione come Fumetto d’Autore iniziasse a cercare di presentare organicamente ai lettori quello che dicono gli addetti ai lavori sparpagliando commenti su argomenti vari per blog e forum, che ora si avverte improvvisamente l’esigenza di analizzare il rapporto del fumettomondo e dei suoi componenti con i siti di informazione.

E’ bastato che anche nel mondo del fumetto un sito di informazione come Fumetto d’Autore iniziasse a commentare le notizie, a riportare testimonianze scomode, a prendere posizione su quello che accade nel mondo delle nuvole parlanti qui in Italia, che ora si avverte improvvisamente l’esigenza di analizzare il rapporto e dei suoi componenti con i siti di informazione.

Facciamo un passo indietro. Torniamo sul caso Maconi. Mi hanno fatto sapere da più parti che la testimonianza raccolta dal sottoscritto direttamente da Maconi stesso e riportata in forma di discorso indiretto nell’articolo da me vergato, sarebbe poco credibile perché io stesso, come autore del pezzo, e quindi come giornalista, sarei poco credibile. Insomma il caso Maconi, è vero, ma siccome è stato riportato da firma non gradita meglio fare finta che non sia vero.

Qualcun altro invece attendeva testimonianza diretta di Maconi, che da novello messia della vulgata dei rapporti editori-autori è sceso finalmente dopo 14 giorni dal proprio buen retiro newyorkese per dire che no, non è esattamente andata come riportato e che l’articolista, cioè sempre il sottoscritto, oltre che avere messo il pezzo con un tono poco gradito sarebbe impreciso nel riportare quello che gli viene riferito. Maconi ha goffamente ritrattato e noi abbiamo tirato fuori i testimoni. Gioco, partita, incontro per noi. End of match.

Qualcun altro, prima della discesa in campo di Maconi invocava invece l'intervento dei siti di informazione - quelli seri, mica Fumetto d’Autore - perchè facessero vera luce sul caso creatosi attorno alla testimonianza dell'autore friulano, magari intervistando Maconi stesso (come se avere riportato in discorso indiretto la sua testimonianza sia altra cosa di una intervista). Costoro si augurano anche che per par condicio si sentano tutte le campane, non solo quella (ora smemorata di Maconi), ma anche quelli dei tipi di BeccoGiallo.

E chi dovrebbe condurla queta indagine giornalistica sul Caso Maconi?

Comicus? Mangaforever? AFNews?

Vediamo nel dettaglio perché le richieste di intervento da parte di questi ultimi non potranno essere accontentate dai sti stessi di cui sopra per il caso in questione.

Comicus: il proprietario del sito, il giornalista professionista Marco Rizzo, ha in uscita in questi giorni per Beccogiallo il suo terzo libro. Dopo Ilaria Alpi e Peppino Impastato, questa volta tocca ad un fumetto su Mauro Rostagno. Insomma quelli di Comicus avrebbero l’accesso facilitato alle risposte tanto agognate, addirittura domiciliate in casa propria presso il padrone della stessa, ma per indagare sulla faccenda, hanno avuto 14 giorni e sinora hanno preferito il silenzio, che sa tanto di conflitto di interessi. Perché andare a molestare il tuo editore con domande scomode su un contratto che consoci benissimo anche tu per come è fatto (visto che sei al terzo libro con loro) proprio quando sta uscendo il tuo ultimo libro targato Beccogiallo? Perché mettere in difficoltà il proprietario del sito con cui collabori che ti permette di stare in contatto con tantissimi addetti ai lavori per porgere delle domande scomode all’editore del suo ultimo libro in uscita proprio in questi giorni e che forse un giorno potrebbe essere anche il tuo editore? Comicus scartato.

Mangaforever: come fa ad occuparsi di approfondire un argomento delicato come il caso Maconi un sito di informazione che quando ricerca collaboratori scrive nero su bianco che collaborare con loro: “è un’opportunità unica per coloro che vorrebbero lavorare nel campo dell’editoria a fumetti, un modo per mettersi in mostra e far conoscere le proprie abilità alle case editrici e, forse, un giorno lavorare con una di esse”? Occuparsi del caso Maconi sarebbe per Mangaforever come andare contro una di quelle case editrici verso cui ci si vuole mettere in mostra. Mangaforever scartato.

AFNews: l’unica agenzia di stampa di settore che contrariamente a quanto solitamente in uso tra le agenzie di stampa là fuori, fa anche commenti alle notizie. Avete mai visto l’ANSA inserire un commento in calce ad una notizia o fare un lancio d’agenzia che contiene un commento fatto da un giornalista dell’agenzia stessa? E’ vero la comunicazione nel mondo del fumetto è proprio anomala, e anche il caso Maconi, confermando l’eccezione che è diventata regola, ha fatto capolino tra le le righe di un commento pubblicato su AFNews e poi misteriosamente scomparso:

Ecco il post di Gianfranco Goria, giornalista e sindacalista, decano dell’informazione a fumetti, così come si presentava in versione integrale - e ora non più reperibile - a questo link:

Se in Francia si discute, in Italia si litiga?
Pubblicato da afNewsInfo su afNews.info
9 ott, 2010

tutti litigano Se le notizie che riportiamo dalla francofonia documentano scontri, anche pesanti, fra il sindacato fumettisti e quello degli editori di fumetti (click qui), almeno si tratta di regolari confronti tra le parti, gestiti correttamente fra strutture sindacali e operatori professionali sindacalizzati, che consentono quindi di sperare nell’apertura di tavoli di trattative e in conclusioni ragionevoli. Le notizie che, invece, abbiamo trovato casualmente in rete sulle questioni italiane, riguardano rapporti tra singoli autori e singoli editori e offrono una visione preoccupante. Dichiarazioni dure fatte via internet, mai rapporti formalizzati (come dovrebbero essere quelli fra sindacati delle parti in causa, se le parti fossero sindacalizzate), ma scontri individuali, estemporanei, aggressivi, quanto quelli che si possono vedere (se si ha il fegato di vederli) in televisione tutti i santi giorni di qualunque argomento si tratti, e che sembrano sempre preliminari a incivili scontri fisici. Forse sarebbe meglio se questioni di questo tipo (non si tratterebbe, in effetti, di “sterili polemiche”, ma di questioni evidentemente “legali” e di lavoro) venissero civilmente affrontate tramite avvocati (o magari, come i nostri cugini francesi, meglio ancora, attraverso trattative sindacali, che potrebbero gettare le basi per accordi di carattere generale utili al bene comune, invece di limitarsi a risolvere le proprie faccende personali). Ma oltre alle scelte (ovviamente molto diverse da quelle francofone cui abbiamo accennato in apertura) nel modo di affrontare le questioni di questo genere, rattrista leggerne in un modo (fatto di sottintesi, di assenza di documentazione certa, di mancanza di ascolto delle varie campane, di domande che sembrano fatte solo per gettare ombre di dubbi infamanti su questi e quelli) che, di questi tempi, ricorda un giornalismo non proprio edificante, che non solo non ha nulla da spartire col “giornalismo investigativo” (che richiede si cerchino informazioni, documenti ineccepibili, testimonianze attendibili, verifica delle fonti, prima di dare fiato alle trombe), ma assomiglia maledettamente alle “macchina da fango” cui ci si sta drammaticamente abituando in Italia. Forse potrebbe essere utile parlare anche di questo (di quale possa essere il modo migliore di gestire civilmente i rapporti fra autori ed editori) nell’incontro fra autori previsto a Lucca? Noi pensiamo di sì. E torneremo a breve su questi argomenti fra qualche giorno, sperando possano essere riflessioni utili per chi lavora in questi settori.

Poco dopo l’uscita di questo articolo come Fumetto d’Autore abbiamo chiesto privatamente a Gianfranco Goria se la sua articolessa fosse indirizzata verso di noi. Goria ci rispose di no, aggiungendo che nemmeno leggeva Fumetto d'Autore.

Quindi ne consegue che non è dato conoscere chi sia il bersaglio di Goria  e che l’unica agenzia di stampa che abbiamo nel mondo del fumetto omette nella sua rassegna stampa quotidiana Fumetto d’Autore non riuscendo a garantire così pienamente l’informazione a 360° gradi come ogni agenzia di stampa dovrebbe fare.

Perchè, poi, viene da chiedersi l'articolo è stato rimosso? L'autore non era più convinto del contenuto?

Che fa AFNews? Partecipa con entusiasmo ad ogni sospiro emesso dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana per la salvaguardia della libertà di informazione nel nostro paese e poi si autoimbavaglia dopo avere sparato cannonate contro un non bene identificato sito colpevole di assomigliare maledettamente ad una “macchina da fango”?

Si vuole combattere il giornalismo in stile macchina da fango con un giornalismo da poltrona autocensurante?

Quanto brevemente riassunto sinora è l’andazzo da 10 anni a questa parte dell’informazione a fumetti sui principali siti italiani di settore e nonostante ciò qualcuno pensa bene di puntare il dito contro gli ultimi arrivati facendoli passare per le pecore nere del settore, quando invece da più parti, tra gli addetti ai lavori, ci fanno sapere non sono concordi al 100% con tutto quello che scriviamo (e vivadio che se no saremmo la Pravda) ma che sembriamo gli unici, rispetto distinta concorrenza, ad avere finalmente importato un metodo giornalistico che non tiene conto di nessun clienteralismo, che non imbavaglia e non si autoimbavaglia e che non le manda a dire.

Hanno ragione quelli che si sono svegliati stamattina. Il Fumettomondo ha un problema con i siti di informazione, ma il problema non è Fumetto d’Autore.

E si sa, se non sei parte del problema, sei parte della soluzione.

Quasi quasi ci vorrebbero gli Stati Generali del’informazione a fumetti..

Magari vediamo di riuscire, tanto per cominciare,, a separare chi fa informazione consapevole da astanti in fila all’ufficio di collocamento…

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