Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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L'Editoriale » Della difficile posizione di chi rovina le illusioni

illusioneotticadi Alessandro Bottero

È sempre lecito coltivare sogni, avere aspirazioni che  ci spingono ad andare avanti, ad investire tempo, risorse, capacità e ogni nostro talento in quel che riteniamo il nostro campo. Non ho nulla contro chi sogna di poter guadagnare da vivere facendo quello che ritiene il suo mestiere. Vivere potendo esprimere la propria creatività. Cosa ci può essere di più soddisfacente, per chi vuole realizzare un qualcosa di proprio, di personale?

Detto questo però, se tutto ciò non si confronta lucidamente e razionalmente con la realtà effettiva del  campo scelto per esprimere la propria creatività, resta mera illusione.

Vediamo di parlare  chiaro: io ammiro e provo sincero affetto verso chi desideri vivere (= guadagnare quei 15.000 euro all’anno minimo per vivere in modo dignitoso)  SOLO facendo il fumettista, sia esso sceneggiatore, colorista, disegnatore o altro. Davvero. Lo ammiro.

E volendo essere sinceri anche io sogno di poter vivere SOLO facendo l’editore di fumetti/libri che  ritengo validi, oppure scrivendo. Io amo scrivere, amo  fare l’editore, e quindi poter vivere dignitosamente facendo SOLO quello che mi piace, sarebbe un sogno. È il MIO sogno. Come quello di tutti.

Ma proprio perché è il sogno di tutti, perché questo sogno si avveri per tutti, ci deve essere una situazione di mercato tale dove la torta sia talmente grande, che tutti riescano ad averne una fetta bastante a mantenerli.

Bene. In Italia, nel mondo del fumetto italiano, semplicemente non è così.

Punto. Fine dei discorsi.

In  Italia, nel mondo del fumetto italiano non è possibile, dati i numeri del  mercato, che  tutti gli autori che sognano di vivere SOLO del loro lavoro di autori, ci riescano.

Perché non è possibile, dati i numeri del mercato (edicole, librerie, fumetterie, mostre mercato), ogni autore che sogni di vivere solo di fumetto, guadagni all’anno quei 15.000 euro lordi (pari circa a 1.200 euro lordi al mese) in grado di far vivere una persona, senza dover ricorrere ad altri lavoretti extra.

Il problema è che dire questo significa rovinare le illusioni di tutti quei ragazzi alle prime armi, che invece si convincono che sarà facile, o perlomeno non tanto difficile.

Signori, mi spiace dover essere io a dirlo, ma non è così.

E chiunque sia un minimo onesto e conosca la situazione del mercato, non può che darmi ragione.

Con questo non voglio dire che sia IMPOSSIBILE. Dico solo che, stanti così le condizioni del mercato, pensare che, in linea generale, il lavoro di autore di fumetti basti da solo a dare di che vivere, è una illusione. Gradevole, comprensibile, ma pur sempre illusione.

Sarebbe come se tutti gli scrittori italiani che pubblicano un romanzo, pretendessero, o fossero convinti che  il proprio  libro venda quanto Harry Potter, perché “è mio, ed è tanto bello!”.

Sperarlo è lecito, pretenderlo è illusorio. E pretendere di essere pagati dal proprio editore, quanto l’autrice di Harry Potter dal proprio , perché “ Sia io che la  Rowling abbiamo fatto lo stesso lavoro. Abbiamo scritto un libro!”, è quantomeno sciocco, non credete?

Purtroppo chi cerca di dire come stanno le cose è tacciato di disfattismo, di cattiveria, di “voler ingannare e plagiare i poveri esordienti”.

Beh, lasciatemi dire una cosa.

Fare i piacioni trasversali, amici di tutti, sempre pronti a dire  peste e corna dei cattivi, e mai disposti a dire una cosa poco gradita ai novelli blog-opinion makers è facile. Ma non fa per me.

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