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L'Editoriale » Fumetto erotico, mica solo te##e e cu#i

touch01di Alessandro Bottero

Cosa resta della nobile arte del fumetto erotico italiano, per anni palestra di autori di notevole levatura? Manara, Saudelli, Magnus, Frollo (forse il più grande), Jacovitti, e tutti i grandi nomi del fumetto italiano ( chi più, chi meno) sono passati per il vasto sottogenere del fumetto erotico. Anticamente (anni ’60 e ’70 del secolo scorso) erano i cosiddetti “tascabili” a fare da padrone, fornendo una palestra a decine di autori. Poi si è passati (mutuando modi di produzione e approccio al genere dalla Francia) alle riviste, con eccellenti risultati su Linus, Alter, ed altre produzioni. Poi il diluvio di pubblicazioni inizi anni  ’90, come Selen, Pat Pong, Blue (la più longeva, e forse l’unica che ha cercato di coniugare sempre disegno e riflessione sull’erotismo), fino ad oggi, periodo in cui nelle edicole di fumetto erotico cosa  troviamo? X-Comics, strenuo baluardo del fumetto erotico esplicito italiano, e la nuovissima Touch. Un po’ poco.

Il discorso che vorrei fare è che però, a fronte di una ormai totale possibilità di “visualizzare” l’erotismo in ogni sua declinazione (fatto salvo per la pedopornografiia, sulla base della Legge Urbani), noto una certa stanchezza nel “raccontare” l’erotismo. E in questo mi unisco a cosa scrisse circa un anno fa Francesco Coniglio sulle pagine di X-Comics: "in una storia a fumetti erotica il problema non è se i disegni  siano erotici o meno. Il problema è se la storia sia erotica in sé stessa, o sia una mera scusa per esibire illustrazioni –volendo- slegate l’une dalle altre".

Se l’organo sessuale principale dell’essere umano è il cervello, è questo che una storia deve stimolare. L’erotismo, anche in una storia visiva, come un fumetto, deve essere principalmente nella narrazione, nel racconto che l’autore  propone al lettore. L’erotismo di una storia non si può basare solo ed esclusivamente sulla raffigurazione visiva di seni, peni, sederi o quant’altro. Né nel dispiegare accoppiamenti di varia e pluriforme natura, senza una storia a dare carne e sostanza al tutto.

Il livello tecnico dei  disegnatori italiani  che si cimentano nel campo erotico è molto valido, ed X-Comics ne è un buon esempio, ma le buone storie, quelle davvero erotiche, quelle che si annidano nel cervello del lettore e lo trasformano, portandolo a considerare nuovi modi di vivere la propria vita, latitano. E questo, credo, non sia un bene per nessuno.

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