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Chi ha paura del Buio?

valterbuio1[25/04/2010] » Lanciano nel Fumetto 2010 - Giorno 2 - ore 17.00

Incontro con Alessandro Bilotta, ideatore della nuova miniserie della Star Comics “Valter Buio”.

Tra gli attesi appuntamenti con gli autori di Lanciano Nel Fumetto, di certo quello con Alessandro Bilotta ha suscitato grande curiosità nel pubblico, a caccia di indiscrezioni e retroscena sul nuovo personaggio della Star Comics, di cui è ideatore e sceneggiatore.

Bilotta apre l'incontro annunciando il ritardo dell'editor Dario Gulli, dovuto a inconvenienti di traffico stradale ed entra subito nel vivo delle anticipazioni sulla sua miniserie mensile Valter Buio, in questo mese al suo n.2.

La serie si sviluppa in dodici numeri e ha un filo conduttore di fondo, che riguarda la storia personale del personaggio, associata a episodi singoli autoconclusivi. Valter Buio è uno psicanalista con clienti davvero molto speciali: fantasmi. Si tratta di defunti che sono deceduti a seguito di eventi traumatici o improvvisi; le situazioni e le relazioni irrisolte che hanno lasciato in vita, impediscono loro un trapasso sereno e Buio è incaricato di aiutarli in questo.

L'ambientazione scelta è italiana, Roma nello specifico, ai giorni odierni: per cui le tematiche di ciascun episodio sono legate all'attualità e alla quotidianità. Il 2, per esempio, vede nelle vesti di cliente di Valter Buio un uomo, autore di vecchie pubblicità (il famoso “Carosello”), la cui morte è legata a uno dei personaggi da lui creati. In realtà tutto è avvenuto negli anni '50, ma solo oggi egli ha l'occasione giusta per risolvere ciò che è collegato alla sua prematura scomparsa. Il personaggio che ne è venuto fuori è risultato molto realistico e credibile, sia nella caratterizzazione che nelle situazioni vissute, a tal punto che è stato necessario specificare la non corrispondenza di esso a persone e fatti della vita reale.

L'aver calato il protagonista in un contesto territoriale italiano, è legato proprio a questo obiettivo: renderlo il più possibile veritiero e vicino alla realtà dei lettori.

Chi ha avuto modo di leggere il primo episodio, inoltre, avrà potuto notare che vi sono alcuni elementi che rimangono in apparenza vaghi o ambigui, ma questa sorta di indeterminatezza è voluta e finalizzata alla necessità di creare dei punti flessibili nella vicenda complessiva, da plasmare di numero in numero e contestualizzare a ciascuna situazione. Un esempio tra tutti è la parcella di Valter Buio: molti si sono chiesti come possa riuscire uno psicologo che ha per clienti dei fantasmi, farsi pagare ogni volta; nell’episodio iniziale questo accade con una certa facilità, perché il cliente è un ragazzo defunto in grado di manifestarsi alla propria madre e la incarica quindi di pagare Buio. Ma in altre circostanze avverranno dei baratti di oggetti (come nel numero 2, in cui il cliente farà in modo che il suo psicologo giunga in possesso di un antico orologio di valore), oppure il protagonista avrà un coinvolgimento diretto nel caso, per cui il portarlo a termine gioverà anche a lui stesso. Si tratta comunque di elementi narrativi abbastanza indeterminati, da poter variare di circostanza in circostanza.

Buio è anche uno dei pochi, tra i personaggi dei fumetti, a possedere una vita privata messa in evidenza e distinta da quella professionale: ha un’ex moglie dalla quale il distacco è stato travagliato, per cui si ritrova a osservarla a distanza, quasi ogni notte, sotto le finestre illuminate; ha degli amici con cui esce la sera a bere,  completamente estranei al tipo di lavoro che lui svolge.

Bilotta ha cercato, curando questi aspetti, di rompere gli schemi tipici della serialità. Anche la caratterizzazione del protagonista è estranea a volti noti del mondo cinematografico, come spesso accade nelle serie, e la stessa cosa dicasi per comprimari o comparse. Si è cercato infatti di adattare ogni cosa alla location; lo stesso nome è tipicamente italiano, diffuso e appartenente a una cultura romana abbastanza popolare. Al tempo stesso però, il “Valter” è assonante con “alter”, il che contribuisce ad alimentare l'alone di mistero e dubbio sul protagonista. Il cognome invece, è legato sia a caratteristiche psicologiche che si scopriranno in seguito, ma anche a quella paura atavica che, almeno una volta nella vita, tutti noi abbiamo provato.

Caratterialmente, però, è ritagliato esattamente sulle caratteristiche comportamentali dello stesso Bilotta, che scherza molto su questo aspetto, ammettendo giocosamente che è sua persino la paura per gli insetti attribuita a Valter Buio.

Tutti e dodici i numeri che compongono la miniserie saranno realizzati su sceneggiature dello stesso Bilotta, che ha creato il soggetto di ognuna, ma nel tramutarlo in sceneggiatura terrà conto, di volta in volta, delle peculiarità di ciascun disegnatore; dei quali, qualcuno è stato scelto da lui stesso, altri sono stati suggeriti da Star Comics. Non è escluso, tuttavia, che se Valter Buio avrà il successo sperato, possa evolversi da miniserie in serie effettiva e in tal caso l'impegno più cospicuo richiederà l'introduzione di nuovi sceneggiatori nello staff.

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