Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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La Bottega di Pratt

cubanacover[06/03/2010] » Fullcomics 2010 - Giorno 2 - Ore 18.30
Anche L'AltraPagina.it sta seguendo in diretta Fullcomics. Per gentile concessione del Direttore e dell'Editore della testata on line, vi presentiamo l'articolo seguente firmato da Danila Bellino di L'AltraPagina.it.

La Bottega di Pratt
di Danila Bellino

Loro sembrano personaggi usciti da un fumetto caraibico. Capelli bianchi, cappello a larga tesa, occhiali da intellettuale, Lele Vianello ha nello sguardo un’umanità morbida e ‘vissuta’, da ‘navigatore di lungo corso’. Seduto allo stand della Edizioni Voilier, guarda interrogativo i visitatori di Fullcomics, e le loro reazioni davanti a Cubana, l’ultima fatica realizzata insieme al collaboratore storico, Guido Fuga, anche lui con una silhouette da disegno: barba bianca, modi un po’ bruschi, fisico possente, sembra uno dei marinai di una nave che ha solcato parecchie volte l’oceano, fra l’America e l’Europa. La parlata veneziana però tradisce una incredibile dolcezza, “abbiamo anche fatto una guida di Venezia, Corto Sconto, secondo me la migliore in circolazione”, ammette con orgoglio Lele Vianello. Trent’anni di lavoro comune, al fianco di Hugo Pratt, hanno creato fra i due un’intesa particolare, un modo di intendersi al volo, che è difficile da raccontare, “con Hugo io curavo gli sfondi, le città, queste cose e lui, Lele, curava i personaggi, stava lì e rifaceva i particolari”, spiega Vianello con il suo dolce veneziano, “io Pratt l’avevo conosciuto nel ’68, ma venivo da tutt’altro mondo, studiavo alla facoltà di Architettura, poi però me ne sono allontanato, mentre Guido era uno che già conosceva bene il mondo dei fumetti, era uno addentro, che condivideva con Hugo anche un po’ lo stesso background”.  Meno ciarliero, un po’ più sulle sue, Guido Fuga si accende quando si parla dell’esperienza con Pratt, “lui si era reso conto, a un certo punto, che c’erano tutta una serie di personaggi minori, che potevano essere ripresi e approfonditi, come per esempio Jesuit Joe, e infatti una volta, stavamo a Losanna, a Hugo venne in mente, ‘ma perché non continuiamo a lavorare sul personaggio di Svend’, che era un marinaio danese la cui storia era apparsa nel 1977, col titolo ‘Un uomo dei Caraibi’, per la collana ‘Un uomo, un’avventura’”. Alla sua prima apparizione, però, Svend era, secondo Guido, “un personaggio bello, ma inserito in un contesto indefinito, e poi Pratt l’aveva fatto in tempi diversi, quindi all’inizio si vedeva un certo tipo di disegno, fatto a pennino, e da un certo punto in poi il tratto diventa molto più semplice, più essenziale, quindi Svend può testimoniare, già alla sua prima apparizione, l’evoluzione artistica di Pratt”. Poi i due hanno ripreso in mano il personaggio, come già voleva il creatore e l’hanno inserito in un contesto storico più chiaro, come ha spiegato Vianello, “questo Cudd si muove nella Cuba degli anni ’50, e infatti a Hugo piaceva questo ambiente, e aveva parlato anche di intersecare la storia con i personaggi reali, come Hemingway, Che Guevara, perché gli piaceva di impastare l’immaginario delle storie con i personaggi storici”. Il romanzo disegnato, raro caso nel mondo dei fumetti italiano, è un’opera originale che ha il marchio di un precedente originale, in questo senso la sintesi di Vianello è fulminante, “abbiamo fatto un falso Pratt, che è comunque un originale, perché è fatto da chi ha lavorato a stretto contatto con lui per trenta anni, e ha condiviso l’atmosfera, le scelte; abbiamo fatto come i ragazzi di bottega che nel Rinascimento, finivano  e rifinivano il quadro del maestro”. Lo spirito prattiano pervade la storia fin dagli inizi; conosciamo il capitano Cudd, infatti, ad un combattimento fra galli, ma “un primo canovaccio che avevo preparato”, ha ricordato Guido Fuga, “era stato già visto da Pratt ed approvato, ci siamo mossi quindi su quella falsariga, aggiungendo, ovviamente, qualcosa in più, come per esempio la barba del protagonista e una chiave un po’ più romantica”. Sul suo cammino, infatti Cudd incontra l’enigmatica Teresa, moglie dell’agitato Fernando, iscritto nella lista nera come ‘facinoroso politico’; se ne potrebbe allontanare, ma al momento di prendere il largo, Teresa arriva piangente sul molo e sconvolge tutto l’ordine della storia. Nel romanzo sembra rimanere intatta quella particolare alchimia prattiana che ha fatto sognare generazioni di lettori, “ma Pratt era veramente una persona magica, ne sono convinto”, afferma Vianello, “per esempio quando siamo andati a casa sua, per il progetto di una guida sulla Bretagna, abbiamo fatto man bassa nella sua libreria alla ricerca di cose, di idee ed ecco che, all’improvviso, a volte spuntava fuori proprio quel libro, che si apriva, da solo, proprio alla pagina giusta, e quindi sono convinto che lui, che aveva in effetti un’umanità straordinaria e sembrava a volte una bomba atomica di energia, avesse con noi un rapporto magico, particolare, noi ci sentiamo vedovi da quando è morto”. Un misto di dispiacere e tristezza entra nella musicale parlata di Vianello, quando rievoca certi dissapori, “purtroppo i rapporti con gli eredi si sono guastati, tra l’altro in un primo tempo ci avevano proposto di fare un libro con tutt’e due le storie, L’Uomo dei Caraibi e la nostra, ma non se n’è fatto nulla, come sono rimaste in sospeso anche le guide che volevamo fare sull’Andalusia, l’Argentina, fortunatamente con le Edizioni Voilier abbiamo fatto uscire questa storia cubana”.

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