Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
A+ A A-

L'Editoriale. Collaterali addio?

mmstoricaDi Alessandro Bottero. Una fonte attendibile e riservata, che ritengo affidabile e a cui quindi do massimo credito, mi ha fatto capire come il gruppo Espresso-Repubblica non intenda più produrre collaterali a fumetti dopo la Collezione Storica a colori di Martin Mystere. Almeno questo sarebbe l’orientamento oggi. Magari fra tre mesi le cose cambiano e il carrozzone ripartirà. Ma da quel che so ad oggi la produzione di collaterali a fumetti è sospesa. Non dico “per sempre” perché ormai in editoria si naviga a vista e spesso le decisioni si prendono dall’oggi al domani, alla ricerca di risultati immediati.

Il tutto rientra in un discorso piò ampio. Anticamente, miei piccoli lettori, esisteva un mondo dove i rapporti commerciali e finanziari erano scanditi da ritmi meno frenetici. Un mondo dove era possibile che una testata si assestasse e trovasse il suo pubblico in quattro, sei, otto mesi. A volte anche un anno. Se la Sergio Bonelli o la Star Comics trent’anni fa avessero ragionato con la logica che oggi si applica alle produzioni da edicola Dylan Dog e l’Uomo Ragno sarebbero stati chiudi dopo quattro mesi. Infatti sia Dylan Dog della Bonelli che l’Uomo Ragno della Star Comics impiegarono mesi a trovare una posizione di pareggio e stabilità. E oggi li vediamo ancora nelle edicole. Ma se all’epoca si fosse ragionato secondo la logica impazzita del “i risultati ora e subito!”, dovevano essere cancellati dalla lista delle pubblicazioni.

La fretta. È questo il demone. Tutti hanno fretta. E Internet e i Social hanno alimentato questo demone. Oggi tutti DEVE essere consumato in presa diretta. Il risultato sul gradimento o sulla bocciatura di una produzione (di carta , in radio o anche in TV) viene dato subito. Dopo i primi minuti. Alla fine della prima puntata o del primo numero il destino del prodotto è deciso. E non si cambia idea.

L’edicola è una roulette, dove i giocatori si sono progressivamente autolimitati, riducendosi ad un’unica puntata con una possibilità di vincere e 89 di fare fiasco. O la va o la spacca. E non conta quanto studi, quanto credi di essere un genio del Marketing o di “sapere come va il mercato”.

Tra un focus group pagato migliaia di euro e lo sciamano che getta gli ossicini a terra e poi profetizza successo o insuccesso non c’è differenza. Anzi, almeno lo sciamano è onesto.

Tra esperti di Marketing e Stregoni con il mascherone l’unica differenza è la cravatta.

La fretta ha stabilito che si devono avere risultati subito, perché non c’è più il tempo di aspettare, di aggiustare le cose, di correggere, di spengere. No. Il mondo editoriale è diventato un unico , immenso, spietato Buona la Prima. E se la prima va male niente sarà mai più buono.

Apparentemente quindi la fretta ha colpito anche i collaterali del gruppo Espresso-Repubblica. È vero: la Collezione Storica a Colori di Martin Mystere vendeva poco. Qualche migliaio di copie a numero. MA la condanna (pare temporanea) non è sul prodotto. È sul genere. Il punto non è che la collana chiuda cl numero 20 e che abbia venduto poco. Il punto è che Repubblica abbia detto (se, come credo, abbia detto) “Mo’ basta!”.  Ossia colei che nel 2002 aveva dato vita a un nuovo modo di vendere fumetti, con la collana I Classici di Repubblica, quattordici anni dopo dice “I fumetti non vendono più un cazzo. Basta”.

La fretta… la fine di un ciclo….i bilanci…o la va o la spacca….

Buon Natale, e speriamo che i cinesi si sbaglino quando augurano con malizia "possa tu vivere tempi interessanti "

 

Magazine

Intervista a Gino Udina

23-06-2017 Hits:642 Autori e Anteprime Redazione

    Di Giorgio Borroni Dare un’occhiata agli scaffali dei fumetti in edicola negli anni ’90 era davvero un’esperienza. Usciva di tutto e di più: si andava dai cloni dei personaggi bonelliani più in voga, si passava ad antologici che contenevano delle vere perle o nefandezze grafiche e si finiva con albi dal...

Leggi tutto

DAIAPOLON: piccola storia di un grande robot rivoluzionario

07-06-2017 Hits:11722 Cuore e Acciaio Redazione

  di Tiziano Caliendo. Esistono opere che entrano di prepotenza nel palinsesto immaginario della cultura pop, ottenendo un successo fulmineo e dirompente. Alcune di esse perché ricoprono un indiscutibile ruolo pionieristico in un determinato mercato, come il caso di UFO Robot Grendizer in Italia, altre perché è destino che la riforma e...

Leggi tutto

Cagliostro E-Press distribuito in esclusiva da Manicomix

02-06-2017 Hits:745 Autori e Anteprime Redazione

Comunicato dell'Editore L’Associazione Culturale Cagliostro E-Press è felice di comunicare la firma dell’ accordo di distribuzione in esclusiva stipulato con Manicomix.     Questa partnership ha l'obiettivo di rafforzare la presenza dei fumetti made in Cagliostro nelle fumetterie italiane, dando ulteriore slancio a quella che è la "mission" ultima dell’Associazione, ovvero dare massima visibilità...

Leggi tutto

Novegro 2017 Spring Edition - Festival del Fumetto

27-05-2017 Hits:1164 Reportage Redazione

di Leandro Amodio. Nelle giornate del 20 e 21 maggio, il Parco Esposizioni di Novegro, frazione del comune di Segrate (MI), ha ospitato il Festival del Fumetto Spring Edition 2017. Dinanzi alla biglietteria, la fila era interminabile (per fortuna avevo l'accredito stampa), e l'interno era gremito di gente di tutte...

Leggi tutto

Intervista a Pietro Gandolfi, autore di The Noise

25-05-2017 Hits:1282 Autori e Anteprime Redazione

A cura di Giorgio Borroni Nel fumetto italiano da edicola l’horror manca da un bel po’. E io intendo l’horror vero, quello crudo e crudele che ti prende subito alla carotide senza neanche annunciarsi. Insomma, non mi riferisco all’horror patinato, lontano dall’underground che sfocia nel fantasy o se la cava con...

Leggi tutto

Intervista a Paolo di Orazio, il pioniere dell’horror estremo in Italia

12-05-2017 Hits:1472 Autori e Anteprime Redazione

di Giorgio Borroni Da ragazzi li nascondevamo sotto il letto dai rastrellamenti, guardavamo con un occhio le loro pagine e con l’altro la porta della camera: questo per percepire ogni minimo movimento ed evitare di essere colti in flagrante mentre li sfogliavamo. No, non erano i banali giornalini porno, erano opere che...

Leggi tutto