Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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L'Editoriale » Di lettori e ideologie

bonelli-editorialedi Alessandro Bottero

Ultimamente si sta diffondendo nella rete un approccio abbastanza interessante al rapporto lettore-fumetto. Pare che alcune categorie sociali non possano leggere determinati fumetti perché non sono in sintonia con i valori che detti fumetti esplicitano. Per essere più chiari: “Non puoi leggere Dylan Dog, perché sei leghista!” E la posse scatenata tutta ad appoggiare la mozione. L’argomento è interessante e merita quantomeno due riflessioni del Botman. Prendiamola alla larga. Stephen Michael Stirling, un autore di fantascienza abbastanza famoso per i suoi cicli come quello dedicato ai Draka, un’Ucronia dove “tutto quello che poteva andare male nel XX secolo l’ha fatto”. Stirling disse una volta "C’è un termine tecnico per indicare chi confonde le’ opinioni di un personaggio di un libro con quelle dell’autore. Il termine è IDIOTA”. Che voglio dire con questo? Che è idea comune (lo spero) che è stupido identificare autore e personaggi di finzione, sovrapponendo in toto le opinioni espresse e sostenute da un personaggio con quelle dell’autore che SCRIVE quel personaggio. Diversamente dovremmo dire che Thomas Harris (autore) è un cannibale, tanto quanto Hannibal Lecter (personaggio). Quindi l’autore e la narrazione possono divergere come opinioni e valori vissuti. Dato questo per scontato il punto però è: se la scrittura della storia X può essere dovuta da mille fattori, non ultimo dei quali una commissione da parte di terzi che pagano l’autore X perché scriva storie del personaggio Y, e l’autore X semplicemente esegue un lavoro di artigianato narrativo inventando una storia e raccontandola (magari anche una storia che a lui fa schifo, ma che VENDE e per cui è pagato) la LETTURA della storia x deve prevedere a priori l’adesione da parte del lettore alle opinioni espresse dal personaggio?

Per essere più chiari. Io posso leggere i fumetti di LANDO o CORNA VISSUTE o fumetti erotici con scene di sadismo e violenza verso le donne come in FEROCIOUS, solo se condivido quello che viene raccontato, o posso, nel caso, essere in disaccordo con quello che viene detto dai personaggi ma leggere lo stesso il fumetto X? O per essere più chiari: Se sono un razzista, camorrista, mafioso, sadico, misogino, abbandono i cani per la strada d’estate, piscio sui barboni quando giro di notte in città, vendo crack davanti alle elementari, vado a mignotte e poi non le pago e le meno pure, evado le tasse, picchio i vecchi e buco i palloncini ai bambini piccoli, posso leggere Dylan Dog? O Tex? O l’Uomo Ragno? O Topolino? O quello che accidenti mi pare? E posso, in questa era di social, dire “Ho letto X e non mi è piaciuto”? O devo aspettarmi che mi si risponda “Tu sei leghista, devi stare zitto”? Non so voi ma questa logica io l’ho vissuta negli anni ’70, quando TUTTO era ideologizzato. Se eri di sinistra dovevi leggere certe cose e NON potevi leggere o sentire altre. Se eri di destra NON potevi leggere certe cose o sentire certi autori. Se eri di sinistra dovevi vestirti in un certo modo. Se eri di destra in un altro. Linus era di sinistra. Eureka di destra. I cantautori erano di sinistra. La Disco Music di destra. L’Eskimo e la barba erano di sinistra. Se ti vestivi bene eri di destra. E se non votavi PCI (almeno) non potevi leggere Linus, perché … non potevi e basta. Non era una cosa per te. E non potevi dirlo. O se lo leggevi dovevi dire che eri di sinistra. Ossia qualsiasi cosa era ideologizzata. Siamo di nuovo a questo punto?

Quarant’anni dopo siamo ancora al punto che “Sei FASCIO e quindi non puoi azzardarti a leggere i NOSTRI fumetti!”. O forse non sarà che tutto questo non è atro che una astutissima tecnica per SVIARE L’ATTENZIONE? Tu mi critichi il fumetto e io la butto in caciara per alzare un polverone ideologico che nasconde le tue critiche. Squalifico chi critica, per non dover rispondere alle critiche stesse. Tecnica astuta e che se supportata da una posse scatenata e ben addestrata funziona quasi sempre. Anche perché i social sono geneticamente predisposti alla caciara e non al ragionamento. Non so se stanno tornando gli anni ’70. So solo che quando leggo queste cose esternazioni per cui un XXX non dovrebbe leggere il fumetto Y mi viene solo da sorridere. Tristemente sorridere. Ah, e per dare la mia risposta. Sì, uno che è razzista, camorrista, mafioso, sadico, misogino, abbandona i cani per la strada d’estate, piscia sui barboni, vende crack davanti alle elementari, va a mignotte e le mena, evade le tasse, picchia i vecchi e buca i palloncini ai bambini piccoli può leggere quello che vuole, e non posso essere io a dire “Tu non lo puoi leggere perché sei XXXXXX!”. I motivi per cui uno legge un fumetto sono i più vari, e ridurli solo a “Lo leggo perché mi IDENTIFICO al 100% con le opinioni espresse dal personaggio” è talmente riduttivo che mi stupisce che persone ufficialmente serie come gli addetti ai lavori possano sostenerlo.

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