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L'Editoriale » Lucca Comics & Games 2014 #5: cose che accadono e che sembrano incredibili

lucca2014 logodi Alessandro Bottero

Abbiamo parlato della logistica, dei padiglioni, dei Games, e dei Comics (trovate i precedenti editoriali dedicati a Lucca C&G 2014 QUI). Confesso di non avere dati e sensazioni dalla Japan Town perché non sono riuscito a visitarla, e la cosa non va bene perché sono convinto di essermi perso un momento significativo dell'esperienza complessiva di Lucca Comics. Ho invece passato un po' di tempo nel Family Center, già Lucca Junior, e devo dire che mi ha colpito la crescita della sezione. Molto pubblico, attenzione al cinema di animazione mainstream, e la presenza di un numero interessante di editori attivi nel campo dell'editoria per ragazzi/bambini. Buona anche la presenza di laboratori dove i bambini/ragazzi potevano dare spazio alla creatività e come sempre molto simpatico il Maiden Café, per la seconda volta presente a Lucca. Il mio animo da fine esteta non può che approvare l'esistenza di un luogo dove giovani e ubertose fanciulle servono dolci e corroboranti bevande agghindate con stile e Joi de Vivre. Ma passiamo al versante culturale. La posizione dei luoghi dove si trovavano gli incontri era sostanzialmente buona. Non si era distanti dal centro dell'azione. La sala della camera di commercio era nella stessa piazza dove si trovava il PalaPanini, e un altro centro, dove si tenevano incontri con gli editori, era lungo la direttrice Piazza del Giglio => PalaPanini. Parlo di una chiesa dove era allestita la mostra Fede a Strisce (ecco, devo dire che questa mostra, molto bella e curata da Paolo Guiducci con un lavoro mostruoso) forse avrebbe meritato una maggiore attenzione e una esposizione migliore. Alla resa dei conti era un po' sacrificata. Ottimo lavoro di Pierluigi Gaspa, e un saporoso pettegolezzo per cui alcuni collaboratori esterni di Lucca Comics prenderebbero 5.000 euri per il lavoro negli incontri. Non so se è vero, quindi l'ho indicato come pettegolezzo, ma certo che 5.000 euri è una bella cifra. Mi hanno anche fatto i nomi ma in assenza di conferme evitiamo, che poi la gente si irrita e dice che sono malvagio. Già che siamo in argomento non posso non ricordare che anche io ho tenuto un incontro, dedicato alle prime apparizioni di personaggi provenienti dal mondo del fumetto angloamericano in Italia. Ovviamente il tema non era tale da attirare folle oceaniche, ma direi che tutto sommato sia andato bene.

Interessante lo spazio dedicato alle autoproduzioni e alla cosiddetta Artist Alley, dove i disegnatori vendevano direttamente al pubblico i loro portfoli realizzati apposta per Lucca. Certo, i tempi in cui le fanzine volevano farsi conoscere magari dando copie ai siti per una recensione o una segnalazione sono svaniti, e oggi i braccini sono più corti che mai, ma li capisco. Purtroppo questo fa sì che io non abbia nulla di cui parlare o recensire, e quindi rimane solo l'immagine di molte cose sui banconi. Idem per i vari disegnatori. Un sacco di cose ma nulla di cui poter parlare. Solo un disegnatore ha dato il suo sketchbook, ossia Mauro Antonini, e di questo lo ringrazio. Il prodotto, dal titolo Piccioncinema è ben fatto, gradevole e siccome sicuramente non lo troverete in giro per fumetterie se vi interessa saperne di più cercate i contatti in rete. Comunque ecco la pagina Facebook www.facebook.com/pages/Mauro-Antonini/214591586048. Oppure cercate Mauro Antonini su blogspot o Deviant Art.

Nel padiglione del Giglio succedevano cose davvero strane. Ora voglio raccontarvi una cosa di cui non sono stato testimone diretto, ma che mi ha raccontato una persona che ha visto e sentito in prima persona cosa sia successo. La persona è attendibile. Voi potete crederci o no, tanto la realtà delle cose non cambia. Ovviamente per evitare problemi immaginate che quello che vi sto per raccontare sia una favola, una buffa invenzione della fantasia allucinata del vecchio Bottero. Allora.... C'era una volta un editore che realizza un saggio scientifico, ripercorrendo la storia di un particolare genere fumettistico pubblicato in Italia, diciamo negli anni '60 . Il suo lavoro, che è chiaramente scientifico, consiste nella catalogazione e nella raccolta di dati in modo ordinato, secondo criteri di chiarezza espositiva e completezza di informazioni. In Italia quando si realizzano opere del genere NON è necessario chiedere permesso a nessuno. La legge infatti permette l'uso di immagini a corredo e completamento di saggi di carattere scientifico, quando le immagini si integrino in un testo dal carattere scientifico. È la legge. Se scrivo un saggio sul personaggio X o sul genere fumettistico Y, non devo chiedere nessun permesso. E chi dice il contrario sbaglia. Andate a leggere la legge sul diritto d'autore e imparate. Bene, allora c'era una volta questo editore. Che aveva fatto questo libro. Libro molto bello e completo. Un giorno nel padiglione arriva una persona che si avvicina all'editor ee dice "Tu non potevi usare quelle immagini dentro il tuo libro. Siccome dovevi chiedere il permesso a me dammi 500 euro e chiudiamola qui". E l'editore invece di dire "Ciccio, non ti do proprio niente. Dimostrami che quello che dici è vero, e nel caso fammi causa" gli da i soldi. In contanti. Senza ricevute che provino che ha pagato davvero. Senza nulla di nulla. Incredibile, vero? Come potremmo definire questa cosa? Io non mi permetterei mai di dire nulla, ma in italiano ho trovato questa definizione

"L'XXXXXX, in diritto, è un reato commesso da chi, con violenza o minaccia, costringa uno o più soggetti a fare o a non fare qualche atto al fine di trarne un ingiusto profitto con altrui danno."

Ora, in questa favoletta che sto inventando io arrivo ti faccio capire che se non mi dai 500 euro ti faccio passare dei guai. 500 euro è un profitto giusto o ingiusto? E dover sborsare di botto 500 euro è un danno o no? Dire "tu non potevi usare quelle immagini . Pagami" è una minaccia o no? E dire una cosa del genere è approfittare della credulità e dell'ignoranza altrui, visto che la legge dice una cosa contraria?

Se la risposta alle domande è "Sì, è un danno. Sì è una minaccia. È un guadagno ingiusto" allora la definizione di questo fatto sarebbe estorsione, ma sicuramente io ho capito male e le cose non stanno così.

In questa favola c'è una persona che è uscita dal padiglione del giglio con 500 euro contanti in più di quando ne era entrata e c'è una persona con 500 euro in meno. C'è qualcuno che ha usato una disinformazione circa l'uso legittimo di immagini a corredo di un testo scientifico. C'è qualcuno che quando gli è stato fatto notare che aveva fatto una cazzata ha detto "lascia perdere. Tu non sai cosa possono fare..." La mia conclusione è che nella favola la persona A avrebbe dovuto chiedere non 500 ma 5.000 euro, perché se uno è così idiota da pagare 500 euro solo perché te li chiedo è giusto che sia punito.

Non basta che uno arrivi e dica "io gestisco i diritti di Tizio e Caio". Queste cose me le devi DIMOSTRARE. La prossima Lucca andrò dalla Panini e dirò "Io gestisco i diritti dell'Uomo Ragno. Però non voglio crearvi problemi. Datemi 500 euro e chiudiamola lì".- Quanti secondi passerebbero prima di essere preso a calci in culo da Lucca a Pisa? 10? 20?

Eppure tutto questo accade nel dorato e felice mondo del fumetto. O meglio, succede nelle favole che racconto a proposito del mondo del fumetto.

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