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L'Editoriale » Etna Comics 2014: molte luci, qualche (piccola) ombra

etnacomics2014 editorialedi Alessandro Bottero

E anche quest’anno Etna Comics è passata. Come sempre un bel momento, come sempre una bella manifestazione. Era un appuntamento importante per molti motivi, e bisogna dire che la manifestazione ha superato abbastanza agevolmente questa quarta edizione. Non ho i dati ufficiali ma stime colte domenica pomeriggio parlavano di numeri vicini ai 50.000 spettatori. Probabilmente una cifra più vicina al vero si assesta attorno a 45.000 presenze, cosa senz’altro positiva, visto che si tratterebbe di un aumento consistente rispetto all’anno scorso. Etna Comics, così come è attualmente con il complesso delle Ciminiere e il Japan Center può tranquillamente sostenere un afflusso attorno ai 60.000 spettatori, quindi ci sono ancora ampi spazi di margine. È un problema di promozione più capillare per tutta la Sicilia, visto che al 90% si tratta di un pubblico, attuale e possibile, che è locale. Credo sia importante nell’anno fare un’opera di promozione sugli organi di informazione locali (radio private, TV, giornali, riviste) per raggiungere il più possibile il pubblico del posto.

Il livello degli ospiti era elevato. Milo Manara e Greg Capullo su tutti, con Leo Ortolani e Don Alemanno ad aggiungere un tocco di sano umorismo. Ma la lista degli autori presenti era molto lunga: Giuseppe Palumbo, Alessandro Bilotta, Miguel Angel Martin. Stefano Simeone, Paolo di Orazio, Paolo Cossi, Roberto Recchioni, Sergio Algozzino, Enzo Troiano, Giacomo Bevilacqua, Fabio Celoni, e così via. Devo dire di essere rimasto colpito dalla disponibilità di autori più che affermati come Manara od Ortolani, disposti a restare seduti a firmare albi ai ragazzi, ben oltre l’orario ufficiale. È proprio vero che la classe e la signorilità o ce l’hai innata, oppure non ti viene col successo.

Novità editoriali presenti non tantissime. Watersnakes l’ultimo volume di Tony Sandoval per la Tunué, il volume Carta Canta pubblicato da Lavieri, le Mie Palla 4 della Magic Press, e poco altro. È vero che arrivando dopo Romics e il Comicon di Napoli è difficile aspettarsi vagonate di novità, ma forse si poteva fare di più.

Le mostre erano belle e presentavano opere interessanti. Quella dedicata a Manara presentava 70 opere mai viste prima in Italia in una esibizione e poter offrire una tale messe di inediti da autorevolezza ad Etna Comics. Anche le altre mostre (quella dedicata ad Eva Kant, quella dedicata a Batman, quella dedicata ai fumetti e soldatini di carta ai tempi della II guerra mondiale) sono state interessanti, ma con una piccola pecca. Nulla di grave, e nulla che non si possa migliorare facilmente nel futuro, intendiamoci. Parlo dell’apparato critico-informativo che dovrebbe sempre corredare l’esibizione delle opere in una mostra.

Sotto questo punto di vista bisogna sinceramente dire che si può fare di più. Per la mostra di Manara ad esempio oltre ad un testo unico introduttivo, si avevano a disposizione solo didascalie con il titolo dell’opera, la tecnica usata, e l’anno di realizzazione. Mancava un testo o dei testi che contestualizzassero meglio il tutto, e rendessero più chiaro il percorso su cui era costruita la mostra. Lo stesso difetto l’ho rincontrato anche nelle altre mostre. Belle opere, molto piacevoli da vedere, ma pochissime o nessuna informazione sulle opere stesse. Soprattutto per quelle esibite nelle teche.

Molte informazioni si trovavano nel catalogo generale della manifestazione è vero, ma dovrebbero essere poste all’interno della mostra e non in un volume a parte.

Il Catalogo è venuto bene, ed è sicuramente un ottimo biglietto da visita della manifestazione.

Argomento vendite. Qui la questione è abbastanza strana. Ci sono standisti che mi hanno detto di aver venduto bene. Altri così così. Altri di bob aver venduto quanto si aspettavano, e altri di aver sofferto un vero e proprio disastro. Io ripeto quello che ho sempre detto: Etna Comics è una fiera stanziale, il che significa che la massima parte delle persone che ci vanno sono persone del posto, e per posto intendo la Sicilia. Fiera stanziale significa anche che la gente in gran parte non arriva alla manifestazione con soldi messi da parte per acquisti già decisi e consapevoli, ma si sposata da casa alla manifestazione per passare il tempo ed eventualmente comprare cose a basso costo e di interesse popolare. Quindi è ovvio che Etna Comics non è la fiera naturalmente adatta per una produzione ad alto costo e con volumi sofisticati. Ciononostante c’è un elemento da tenere presente e che è la risposta alla domanda “Ma allora perché conviene venire ad Etna Comics”, domanda che più di un collega editore mi ha fatto.

Il pubblico che incontri a Catania non è in massima parte, un pubblico che poi incontri in altre manifestazioni nel corso dell’anno. Le cento, cinquanta, trenta, venti, dieci copie che vendi qui molto probabilmente NON le venderesti alle stesse persone a Lucca, Roma, Napoli ecc, perché chi te le ha comprate qui NON va altrove. Quindi tutto (o la maggior parte) del pubblico che intercetti ad Etna Comics, non lo intercetteresti ad altre manifestazioni. Sono vendite, può capitare piccole, ma che si sommano alle altre vendite, non si SOSTITUISCONO a quelle che poi magari tra due mesi farai a Riminicomix, o a Narnia fumetto. È un di più. Ovvio, se questo di più non è sufficiente a coprire spese, fatica, tempo impiegato, è giusto dire “ma chi me l o fa fare?”, ma credo che il tutto vada preso anche come modo per fare promozione a se stessi. Un amico collega che viene a Catania dalla prima edizione mi diceva che dopo tre anni e quattro edizioni, si era accorto che si stava iniziando a costituire un gruppo di lettori che aspettava questo momento per venire da lui ad Etna Comics e comprare il materiale. È un discorso di fidelizzazione del pubblico, in un territorio dove, diciamocelo sinceramente, la rete di vendita non è proprio efficientissima. Dare ai tuoi lettori della Sicilia un’occasione per incontrarti mi pare un tentativo che vale la pena fare. Poi ognuno, giustamente, si farà i conti a bocce ferme, se ha funzionato o se è stato solo uno spreco di tempo.

Ancora una volta la Panini non è venuta, e sinceramente ancora una volta a mio parere ha sbagliato. Ma sono scelte sue e non posso certo decidere io cosa debba fare la Panini, no?

Il Laboratorio di Sceneggiatura è andato molto bene, e ringrazio davvero tutti i ragazzi che sono stati presenti per tre giorni di fila. In sala c’erano sempre da 30 a 50 persone e l’esperienza è stata molto positiva. Speriamo di ripeterla nel 2015.

Chiudo con un grazie all’organizzazione. Dal mio punto di vista e in base alla mia esperienza sotto il profilo della cura delle persone e dell’attenzione agli ospiti, Etna Comics è di gran lunga la migliore manifestazione che ci sia in Italia. E non è solo una questione di soldi. è una questione di rispetto e cura per le persone, è una questione di essere accoglienti. Ecco, ad Etna Comics io mi sento sempre accolto. E la cosa, lasciatemelo dire, mi fa sempre piacere.

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