di Alessandro Bottero
Più che riscrivere, qui bisognerebbe parlare di “rimozione totale”. Quando si parla della Play Press ormai in giro è come se la casa editrice fosse nata solo nei primi anni del 2000, con la versione “solo per fumetterie” dei fumetti DC Comics, o al massimo con Superman Magazine (e anche Batman Magazine).
In realtà la Play Press ha pubblicato in edicola fumetti Marvel, DC Comics, Dark Horse, Valiant, Topps, per tutti gli anni ’90, ed io lo so bene visto che dal gennaio 1991 al dicembre 1998 ho tradotto, scritto articoli, note e curato i programmi (traduzioni fino al dicembre 1998, note/articoli e programmazione fino a marzo 1998).
Perché ne parlo ora? Perché la prossima pubblicazione della collana di allegati dedicati a Superman, in uscita con Panorama mi ha fatto pensare. Ho tradotto tutti i 122 numeri del quindicinale Superman prima serie pubblicato dalla Play Press. Ho scritto le note e curato i redazionali per tutti i numeri. Ho tradotto e curato tutti i 43 numeri della collana Superman Classic. Ho tradotto il volume dedicato alla Morte di Superman. Ho tradotto il volume Superman per tutte le stagioni. Ho tradotto le storie di Alan Moore apparse sugli ultimi numeri di Action Comics e Superman pre-crisis. Ho tradotto la miniserie Man of Steel. Insomma se c’è una persona in Italia che ha lavorato su Superman sono io. Nessuno, e sfido chiunque a contestare questa affermazione, dimostrando di avere tradotto e curato più storie dedicate a Superman del sottoscritto. Eppure visto che nel 1998 la Play Press decise di cacciarmi, da qual momento la mia esperienza sul personaggio è svanita dalla memoria. La cura redazionale della collana di allegati a Panorama è stata affidata ad Alessandro Di Nocera, cosa che, scusate, ma mi lascia interdetto. Uno che scrive che Batman uccide il Joker ne "Il Ritorno del Cavaliere Oscuro" di Frank Miller? O che legge ancora il mondo secondo lo schema “Comunisti/buoni tutti gli altri cattivi”? Vabbé. Devono essere giochi di relazioni personali in cui non voglio entrare.
Ma continuiamo. La Play Press anni ’90 ha pubblicato anche 81 numeri di Batman, tutte le migliori graphic novel fin a quel momento prodotte dalla DC Comics (Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, Batman Anno uno, Arkham Asylum, Killing Joke, Watchmen,tradotte tutte da me). Una collana dedicata alle storie cartoon style di Batman, una collana legata alle Leggende di Batman e collane dedicate a Flash, a Wonder Woman, a Green Arrow, alla Justice League. E ancora collane che presentavano miniserie, one shot, cicli, e altro ancora con le cose migliori DC Comics fino a quel periodo. Golden Age di James Robinson (tradotta da me), Gotham By Gaslight, Challengers of the Unknown di Loeb e Sale, Lobo di Bisley, Martian Manhunter di Mark Badger, e altro ancora. di Ma di questo se ne parla? No. Ormai quell’epoca è totalmente dimenticata. La riscrittura della storia è totale, e la cancellazione di un intero decennio è assoluta nella mente e nei discorsi. Sia per la produzione, che per chi ci ha lavorato.
E tutti i prodotti Dark Horse? Alien? Predator? Una collana mensile da edicola dedicata ad Alien. Cose che oggi farebbero gridare al miracolo, o al coraggio editoriale, sono totalmente rimosse dalla memoria comune. Due collane mensili dedicate ai fumetti Valient. Autori come Barry Windsor-Smith, Joe Quesada, Bob Hall. Nulla. Tutto dimenticato.
Anche cose più folli come la Vampirella rilanciata dalla Harris Comics. Quando fa i volumi la BD se ne parla in modo entusiasta, ma qualcuno si ricorda forse di chi l’aveva già provata a proporre? No. E la critica si guarda bene dal recuperare la memoria recente.
Ormai il passato remoto è la Planeta. La
Posso dire che non mi stupisce? Posso dire che la stessa cosa succede in mille altri campi? Posso dire che Internet ha allevato una generazione di lettori dalla memoria a breve termine più labile di quella di un’Effimera? Posso dire che la capacità di memoria storica dei lettori-da-forum e dei critici-da-sito-internet è pari a quella di un criceto lobotomizzato? Certo che posso.
Signori, non lasciate però che le mie amare considerazioni vi distolgano dalla nuova collana di allegati di Panorama dedicata a Superman. Compratela.
Per le storie. Solo per le storie.





La rubrica della posta di Fumetto d'Autore. Per scrivere al direttore. Per dire la vostra. Per replicare ad un articolo che vi riguarda. Linea diretta con la redazione. lettere [at] fumettodautore.com

Comments
Può essere un'idea comprare il numero 1 perchè in allegato esce la ristampa di Action Comics n. 1, ma lì finisce l'utilità.
Diverso sarebbe stato se Mondadori avesse acquisito le licenze DC: ad un colosso dell'editoria come la Planeta, sarebbe succeduto un altro colosso editoriale come la Mondadori (con molti capitali a disposizione, si sarebbe potuta creare una redazione italiana formata da professionisti, che come traduzioni ed editoriali avrebbero fatto la differenza).
Una cosa non è stata detta della Play Press degli anni 1990-1998: l'assoluta confusione del loro programma editoriale e le scelte (alcune assurde) che hanno concorso con la crisi definitiva della DC in Italia. Un esempio: collocare Impulso sul mensile di Flash. Quale fu il senso, oltre a quello di abbattere una testata che aveva molte potenzialità?
Un altro esempio: perchè non fu lanciato l'Aquaman di Peter David? Doveva fungere da comprimario fisso sul mensile di Flash. Invece, non arrivò mai. Uno speciale (Tempo e Onda), poi il nulla.
Eppure Peter David è uno scrittore geniale (il suo X-Factor è, attualmente, l'unica serie mutante degna di essere letta).
Il poco coraggio: all'epoca Lanterna Verde era Kyle Rayner, Hal Jordan era un criminale e Barry Allen era scomparso circa dieci anni prima in Crisi (quella vera, non le ridicole imitazioni dell'ultimo decennio). Perchè non collocare Green Lantern sul quindicinale di Superman durante il periodo della saga di Doomsday? In quel momento, la serie dell'Uomo d'Acciaio era vendutissima in Italia. Bisognava battere il ferro finchè era caldo e far conoscere tanti personaggi DC (come Lanterna Verde, Flash, Atom, ecc.), che ancora oggi sono quello che erano all'epoca, cioè dei perfetti sconosciuti.
Gli errori commessi dalla Play Press negli anni 1990-1998 hanno stroncato ogni possibilità di affermazione della DC negli anni successivi.
Conseguenze che il DCU sconta ancora oggi.
Ricordo i curatissimi articoli editoriali di Andrea Materia: a confronto, quelli di oggi sono di qualità scadentissima.
C'erano pochi mezzi economici, ma le vendite erano alte (almeno dieci volte più grandi dei livelli di oggi). Si poteva fare di più e non è stato fatto.
Le conseguenze si pagano ancora oggi e nonostante tutto, invece di attuare cambiamenti radicali, si persegue nella strada degli errori. La Play Press, in definitiva, ha rappresentato il modello di tutti gli errori successivi.